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Azionario: i mercati festeggiano la resilienza dell’economia e i tassi fermi

Introduzione

Le previsioni di crescita per il 2024 sono state riviste al rialzo e le principali banche centrali hanno lasciato invariati i tassi d’interesse. I mercati azionari festeggiano la resilienza dell’economia e anche il mese di marzo è stato archiviato con una performance molto positiva. Ma dopo questo brillante primo trimestre i mercati potrebbero prendersi una pausa.

I mercati azionari hanno messo a segno un’altra performance positiva nel mese di marzo, dopo il rally di febbraio. Le principali banche centrali (Federal Reserve, Banca centrale europea e Bank of England) non hanno cambiato i loro tassi di riferimento – ad eccezione della Banque Nationale Suisse che ha annunciato a sorpresa una riduzione – ma hanno continuato a preparare il terreno per un eventuale taglio dei tassi nei prossimi mesi.

Contrariamente alle aspettative d’inizio anno, un eventuale intervento della Bce è stato rimandato al meeting di giugno. Quanto alla Fed, non è escluso che non tagli i tassi nemmeno a giugno, ma prenda tempo, se l’economia degli Stati Uniti continua a crescere anche nei prossimi mesi.

Le previsioni di inflazione sono state riviste al ribasso, soprattutto in eurozona. Negli Stati Uniti si è confermata la normalizzazione del mercato del lavoro e le previsioni di crescita per il 2024 sono state riviste al rialzo. Tutti questi elementi macroeconomici riflettono piuttosto la buona resilienza dell’economia. 


Le banche fanno profitti, la tecnologia soffre

Nel corso del mese, il DJ Eurostoxx dividendi reinvestiti è aumentato del 4,52%. Il settore finanziario ha registrato una forte crescita, trainata in particolare dalle banche grazie ai buoni risultati pubblicati. Anche i settori dei prodotti chimici e delle materie prime hanno archiviato un buon mese, mentre la distribuzione tessile ha registrato il maggiore aumento mensile dopo la pubblicazione di utili migliori del previsto. 

Al contrario, a marzo la tecnologia ha sofferto, in particolare nel settore dei semiconduttori, e i settori più difensivi, come quello alimentare o dei consumi durevoli, hanno sottoperformato.


Nel secondo trimestre i mercati potrebbero prendersi una pausa

Dopo l'ottima performance del primo trimestre di quest’anno i mercati azionari potrebbero prendersi una pausa. In Europa, la valutazione è ora tornata a quasi 14 volte i livelli medi a lungo termine. Se le pubblicazioni trimestrali confermassero che il rallentamento dell’economia è stato meno grave del previsto, questa resilienza potrebbe incoraggiare le banche centrali a rallentare il ritmo dei tagli dei tassi e allo stesso tempo erodere l’espansione del multiplo di valutazione osservata dall’inizio dell’anno e questo soprattutto visto che l’aumento del prezzo del petrolio legato alla crescente instabilità in Medio Oriente potrebbe generare un’impennata dell’inflazione. 

In un momento come questo pensiamo sia tanto più importante mantenere una buona diversificazione. Rimaniamo fedeli alla nostra strategia di investimento concentrandoci su società che uniscono capacità di aggiustamento dei prezzi, visibilità e/o prospettive di crescita attraverso l'esposizione a temi a lungo termine, nonché una solida struttura finanziaria.


Piazza Affari in rialzo, rally guidato dai bancari

Nel corso del mese il Ftse Italia All Share NT è aumentato del 6,60%. Il settore finanziario ha registrato una forte crescita anche a Milano, trainata in particolare dalle banche che hanno pubblicato buoni risultati. Come nel resto d’Europa, sono andati bene anche i settori della chimica e delle materie prime, mentre sono stati penalizzati i settori tecnologico (semiconduttori in primis), alimentare e dei consumi durevoli.

A Piazza Affari sono in ripresa le small e mid cap, con l’indice Star in rialzo del 4,34% a marzo, anche se il settore continua nel complesso a sottoperformare.

Nel corso del mese anche il nostro Fondo AXA WF Italy Equity ha messo a segno un forte rialzo, guadagnando il 4,59% sulla Classe d’Azioni A EUR1. Tuttavia, il Fondo ha sottoperformato ancora una volta il mercato a causa della mancata esposizione a Unicredit ma anche della sovraesposizione alle small e mid cap indotta dal suo status PIR.

Abbiamo alleggerito le nostre posizioni su alcuni titoli bancari come BPER, BPM e Banca Intesa perché data la loro sovraperformance, il peso dei titoli in portafoglio passava oltre i limiti regolamentari del 5% o del 10%, e su Stellantis, Nexi, Enel, Witt, Prysmian e Technoprobe. La posizione su Mediobanca, invece, è stata rafforzata. 

  • AXA IM al 31 marzo 2024. La performance passata non è indicativa dei risultati futuri.

    Informazioni importanti

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    AXA IM e BNP Paribas Asset Management stanno progressivamente fondendo e semplificando le loro entità legali per creare una struttura unificata. AXA Investment Managers è entrata a far parte del Gruppo BNP Paribas nel luglio 2025. A seguito della fusione di AXA Investment Managers Paris e BNP Paribas Asset Management Europe e delle rispettive holding, avvenuta il 31 dicembre 2025, le società combinate operano ora sotto il marchio BNP Paribas Asset Management Europe.

     

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