Azionario europeo: perso ancora parte del vantaggio rispetto al mercato USA
Introduzione
Nel mese di luglio si è tanto parlato di dazi. Si sono susseguite notizie e rumours diversi e mutevoli circa il livello dei dazi doganali che gli Stati Uniti (USA) si preparavano ad annunciare il 1° agosto. L'accordo transatlantico siglato il 28 luglio da Donald Trump e Ursula von der Leyen sembrava tuttavia scongiurare gli scenari peggiori per i gruppi del Vecchio Continente. Tale accordo prevede che l’Unione europea (Ue) dovrà pagare una tariffa del 15% su gran parte delle sue esportazioni verso gli USA, automobili comprese, ma ne saranno esenti alcuni prodotti strategici, come componenti dell’industria aeronautica, farmaci generici e sostanze chimiche.
Mercato sostenuto da risultati societari complessivamente solidi
In attesa della decisione finale sui dazi, gli investitori hanno trovato rassicurazione constatando che i risultati delle aziende europee erano nel complesso solidi. Tuttavia, i gruppi che hanno deluso, anche solo leggermente, sono stati spesso pesantemente penalizzati. La pubblicazione dei risultati semestrali ha offerto quindi l'opportunità di valutare l'impatto delle perturbazioni causate dall'incertezza politica e dalle forti fluttuazioni dei tassi di cambio.
Sia in Europa che negli Stati Uniti, le banche centrali non hanno modificato i tassi di riferimento, nonostante la forte pressione esercitata da Trump sul presidente della Fed. I mercati azionari europei hanno registrato un leggero aumento a luglio, cedendo per il secondo mese consecutivo parte del forte vantaggio che avevano accumulato dall'inizio dell'anno rispetto ai mercati azionari statunitensi.
Nel corso del mese, l'indice DJ Eurostoxx dividendi reinvestiti ha registrato un aumento dello 0,99%, sostenuto da risultati complessivamente solidi, sebbene influenzati dal deprezzamento del dollaro. I titoli bancari hanno messo a segno ancora una volta la performance migliore, sostenuti da una stagione di risultati superiori alle aspettative del mercato. Al contrario, il settore tecnologico ha registrato il calo più significativo, penalizzato principalmente dai semiconduttori, in particolare Asml, che ha espresso riserve sulla ripresa della crescita nel 2026, dato il contesto globale di incertezza.
A Piazza Affari brillano i bancari, male lo STAR
Il FTSE Italia All-share dividendi reinvestiti è cresciuto del 3,17%, mentre l'indice FTSE Italia STAR ha perso il 2,05%.
I titoli bancari hanno registrato ancora una volta la performance migliore e hanno contribuito all'intero rialzo, sostenuti da una stagione di risultati superiori alle aspettative del mercato, ma soprattutto per metà dal balzo di quasi il 14% di Unicredit dopo l'annuncio del ritiro della sua offerta su Banco BPM, che a nostro avviso sottolinea l'approccio puramente finanziario e di breve termine della gestione della banca.
Al contrario, il settore tecnologico ha pesato dopo che Stm ha deluso con la pubblicazione dei suoi risultati semestrali.
Il titolo Amplifon ha subito un forte calo dopo risultati inferiori alle attese, che mettono in discussione la credibilità del management.
Cautela per il secondo semestre?
Ora che il quadro tariffario è stato sostanzialmente definito e dopo l'ottima performance registrata dall'inizio dell'anno, gli investitori potrebbero mostrare un certo attendismo. Infatti, sebbene i risultati semestrali non abbiano riservato particolari sorprese negative al di fuori dei settori già sotto pressione, come quello automobilistico e chimico, la maggior parte delle aziende ha espresso cautela riguardo al futuro impatto dei dazi doganali e agli effetti dei cambi, che potrebbero rivelarsi più significativi nella seconda parte dell'anno.
A fronte di valutazioni leggermente superiori alle medie di lungo periodo e di una crescita degli utili per il 2025 erosa dalla debolezza del dollaro e dall'entrata in vigore dei dazi, i mercati azionari europei potrebbero mostrare volatilità in un contesto in cui i volumi di transazioni diminuiscono notevolmente durante la pausa estiva. In questa situazione riteniamo sia importante continuare a mantenere un'esposizione equilibrata e privilegiare le società che offrono una buona prevedibilità degli utili.
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