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Rallenta la crescita economica degli Stati Uniti, la Banca del Giappone annuncia una revisione della politica

  • 02 Maggio 2023 (3 min di lettura)

Fatti salienti

Nel primo trimestre (T1) l’economia americana è cresciuta a un ritmo più lento del previsto, facendo segnare un 1,1% su base annualizzata. Le stime del consenso erano del 2%, a seguito di un’espansione del 2,6% osservata nel quarto trimestre (T4) del 2022. L’aumento della spesa al consumo, in particolare per le automobili, la sanità e i pasti fuori casa, è stato in parte compensato dalla diminuzione delle scorte e degli investimenti residenziali. Se da una parte l’economia ha proseguito la ripresa post-pandemia, dall’altra l’inflazione elevata e l’impatto dei tassi d’interesse in aumento si fanno sentire, come dimostrato dalle attese di un ulteriore rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Federal Reserve (Fed) questa settimana. L’eurozona ha ritrovato una dinamica di crescita, con un’espansione del PIL dello 0,1% nel T1 su base trimestrale, a fronte di un risultato piatto per il T4, anche se su base annua la crescita è peggiorata, scendendo all’1,3% dall’1,8% del T4.

 

Notizie dal mondo

La Banca del Giappone (BoJ) ha mantenuto il tasso d’interesse a breve termine al -0,1%, come previsto, e ha lasciato invariata la politica di controllo della curva dei rendimenti in occasione della riunione di insediamento del nuovo governatore Kazuo Ueda. Tuttavia, Ueda ha presentato un piano di revisione delle misure di politica monetaria adottate negli ultimi 25 anni, il che potrebbe gettare le basi per un potenziale cambiamento di politica. La BoJ ha inoltre ritirato le indicazioni relative ai tassi d’interesse futuri, revocando la promessa di mantenere i tassi ai “livelli attuali o inferiori”, e ha rivisto al rialzo le proiezioni sull’inflazione al consumo core, portandole dall’1,6% all’1,8% per l’anno che si concluderà a marzo 2024, e dall’1,8% al 2% per l’anno successivo.

 

Il numero sotto i riflettori: 18%

Stando a una nuova relazione pubblicata dall’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), quest’anno i veicoli elettrici dovrebbero rappresentare quasi un quinto del mercato automobilistico mondiale. Nel 2022 sono stati venduti più di 10 milioni di veicoli elettrici in tutto il mondo e si prevede che le vendite cresceranno di un ulteriore 35% quest’anno, arrivando a coprire il 18% del mercato automobilistico mondiale. La Cina è in prima linea per quanto riguarda l’adozione di veicoli elettrici e detiene una quota del 60% delle vendite mondiali di veicoli elettrici nel 2022. L’AIE prevede che entro il 2030 i veicoli elettrici rappresenteranno il 60% delle vendite totali di automobili in Cina, Europa e Stati Uniti, il che consentirà di ridurre il ricorso al petrolio risparmiando fino a cinque milioni di barili al giorno.

 

La parola della settimana: Brady bond

Strumenti di debito a lungo termine, che prendono il nome dall’ex segretario del Tesoro statunitense Nicholas Brady, emessi da paesi in via di sviluppo, ma denominati in dollari statunitensi e garantiti da Treasury USA. La loro introduzione risale alla fine degli anni ‘80, nell’ambito del più ampio piano di Brady finalizzato alla ristrutturazione del debito dei mercati emergenti, in particolare dell’America Latina, che ha visto il Messico come primo emittente assoluto. La maggior parte dei Brady bond è arrivata a scadenza o è stata rimborsata, ma la scorsa settimana il capo economista della Banca mondiale Indermit Gill ha ventilato la possibilità che tali obbligazioni tornino a essere utilizzate per affrontare la crisi del debito in corso in alcuni paesi.

 

Prossimamente

Le notizie relative alle banche centrali domineranno probabilmente gran parte della prossima settimana: martedì la Reserve Bank of Australia si riunirà per prendere una decisione sui tassi d’interesse, mentre mercoledì la Fed concluderà la propria riunione di politica monetaria, seguita giovedì dalla Banca centrale europea. Sul fronte degli aggiornamenti economici, martedì sarà comunicato il tasso d’inflazione flash per l’eurozona e mercoledì giungeranno gli ultimi dati sulla disoccupazione nella suddetta regione. Sempre mercoledì saranno pubblicati gli indici compositi dei responsabili degli acquisti (PMI) per Australia, Stati Uniti e India. Gli indici PMI relativi al Regno Unito e all’eurozona saranno resi noti giovedì. Venerdì sarà infine il turno dei dati più recenti sull’occupazione statunitense e del PMI Caixin composito della Cina. 

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