Tre fattori da monitorare quest’anno: IA, geopolitica e stress sul credito
Introduzione
Quest'anno è iniziato più o meno come era finito il 2025, con i mercati azionari che hanno proseguito la loro forte ascesa. Appena terminate le celebrazioni di Capodanno, gli indici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Europa e in Giappone hanno raggiunto nuovi massimi storici.
Nonostante l'incertezza prevalente, restiamo del parere che la politica monetaria e l'economia globale dovrebbero sostenere i mercati nel 2026. Tuttavia, gli investitori avranno molto da monitorare nel corso dell’anno, in particolare in tre aree.
In attesa del "big bang" dell'IA
Quello dell'intelligenza artificiale è stato il tema dominante dei mercati azionari nel 2025, soprattutto negli Stati Uniti, dove i grandi operatori hanno continuato ad aumentare gli investimenti per potenziare le proprie infrastrutture di IA. Gli investimenti globali nell'IA stanno accelerando rapidamente: gli investimenti annuali dovrebbero crescere fino a raggiungere $ 1,5 miliardi per le applicazioni di IA e $ 400 miliardi per le infrastrutture di IA entro il 2030.1
Dietro questo scenario c'è la convinzione dei maggiori sviluppatori secondo cui la domanda di applicazioni aumenterà in modo significativo, generando ricavi che giustificheranno la loro spesa in termini di ritorno sull'investimento. Alcuni hanno tuttavia iniziato a mettere in discussione queste ipotesi ed esprimono preoccupazione per potenziali colli di bottiglia nella fase di costruzione delle infrastrutture, soprattutto in ambiti quali i semiconduttori, che registrano una domanda sostenuta.
In futuro, gli investitori avranno bisogno di prove concrete su come l'IA viene utilizzata dal resto dell'economia e su come le società di diversi settori investono nell'IA per migliorare i propri business. Inoltre, in questa fase di adozione le applicazioni consumer dell'IA sono importanti. Lo sviluppo di nuovi prodotti, le società che illustrano come l'IA viene utilizzata in modo più esteso e l'impatto sulla redditività e sulla produttività sono elementi fondamentali per mantenere viva la fiducia degli investitori nella tecnologia.
- Rethinking AI Sovereignty: Pathways to Competitiveness through Strategic Investments | World Economic Forum
Geopolitica vs mercati
Le tensioni geopolitiche globali sono rapidamente salite alla ribalta nel 2026. I recenti sviluppi nelle relazioni internazionali sono naturalmente fonte di preoccupazione, con un aumento del rischio di eventi avversi che potrebbe comportare episodi di volatilità sui mercati azionari, obbligazionari e valutari, come osservato nella seconda metà di gennaio. Dietro l'ascesa del rischio geopolitico si cela la lotta globale per l'influenza economica tra Stati Uniti e Cina, soprattutto alla luce della nuova dottrina americana di politica estera delineata nella revisione della National Security Strategy (Strategia di sicurezza nazionale).
Gli sviluppi geopolitici possono influire sui mercati in molti modi. L'incertezza è sicuramente uno di questi, poiché gli eventi politici o normativi possono perturbare l'attività economica e l'andamento dell'inflazione. A livello aziendale, i cambiamenti nelle relazioni internazionali possono incidere su vendite e ricavi, distribuzione e costi se le catene di approvvigionamento vengono interrotte.
Il petrolio è un classico esempio lampante in questo senso: la storia ci insegna infatti che questa materia prima è stata alla base di molti sviluppi geopolitici passati. Oggi, la disponibilità delle risorse tecnologiche e delle materie prime necessarie per sostenere l'elettrificazione e l'ulteriore digitalizzazione è soggetta a potenziali turbolenze geopolitiche. Tra gli altri esempi figurano le continue preoccupazioni sul futuro di Taiwan e la competizione per controllare l'accesso alle terre rare e la loro distribuzione. Pertanto, gli investitori devono prestare la stessa attenzione alle notizie geopolitiche che riservano ai dati economici ed essere pronti ad adeguare i propri portafogli qualora i mercati dovessero reagire in modo negativo.
Potenziale stress sul credito
I mercati creditizi hanno continuato a essere un faro di stabilità. I solidi fondamentali societari, una crescita economica positiva e i tassi d'interesse più contenuti hanno contribuito alle solide performance delle obbligazioni corporate. In alcuni casi, le obbligazioni corporate di altissima qualità sono state considerate alternative migliori rispetto alle obbligazioni sovrane di governi con difficoltà finanziarie. È importante sottolineare come la domanda di attivi del credito sia stata sostenuta da rendimenti interessanti, nonostante lo spread tra le obbligazioni corporate e i titoli di Stato fosse molto basso.
Al momento, vi sono scarsi indizi di un deterioramento delle condizioni del credito. Le banche sono in buona salute e i principali istituti di credito statunitensi hanno comunicato utili robusti per l'ultimo trimestre del 2025. Allo stesso modo, le insolvenze nel mercato high yield continuano a essere limitate, grazie alla disponibilità di credito privato, sotto forma di prestiti diretti e altre strategie, che offre alle società altamente indebitate maggiori opzioni di rifinanziamento.
Anche il mercato delle obbligazioni corporate contribuisce al finanziamento della costruzione di data center e altre infrastrutture di IA, con diverse società tecnologiche che emettono titoli di debito. Le prospettive macroeconomiche di base non indicano un aumento dei timori per il credito nel 2026, con una crescita che dovrebbe mantenersi positiva e i tassi che dovrebbero rimanere ridotti. Tuttavia, è necessario seguire attentamente qualsiasi cambiamento del consenso globale. Una crescita più lenta, una rapida variazione delle aspettative sui tassi d'interesse o sviluppi geopolitici sfavorevoli sarebbero i principali responsabili di un eventuale rialzo dei premi di rischio del credito societario.
I mesi a venire
Fondamentalmente, le politiche e la geopolitica continueranno a essere parte integrante del quadro globale degli investimenti, come sono sempre state. La sicurezza mondiale e gli sviluppi politici rimarranno probabilmente incerti e questi fattori possono causare, e probabilmente causeranno, periodi di volatilità dei mercati.
Tuttavia, la crescita economica resta in territorio positivo (il Fondo monetario internazionale ha persino rivisto al rialzo, seppur lievemente, le sue aspettative sulla crescita globale), mentre l'inflazione rimane moderata. 2
In definitiva, l'economia globale permane resiliente, l'inflazione è contenuta e le banche centrali dovrebbero allentare ulteriormente la politica monetaria. Se questo contesto dovesse persistere, i rendimenti degli investimenti dovrebbero rimanere positivi, anche se inferiori ai forti guadagni del 2025.
- World Economic Outlook Update, January 2026: Global Economy: Steady amid Divergent Forces
Disclaimer
AXA IM e BNP Paribas Asset Management stanno progressivamente fondendo e semplificando le loro entità legali per creare una struttura unificata. AXA Investment Managers è entrata a far parte del Gruppo BNP Paribas nel luglio 2025. A seguito della fusione di AXA Investment Managers Paris e BNP Paribas Asset Management Europe e delle rispettive holding, avvenuta il 31 dicembre 2025, le società combinate operano ora sotto il marchio BNP Paribas Asset Management Europe.
Prima dell’investimento in qualsiasi fondo gestito o promosso da BNP Paribas Asset Management o dalle società ad essa affiliate, si prega di consultare il Prospetto e il Documento contenente le informazioni chiave (KID). Tali documenti, che descrivono anche i diritti degli investitori, possono essere consultati - per i fondi commercializzati in Italia - in qualsiasi momento, gratuitamente, sul sito internet www.axa-im.it e possono essere ottenuti gratuitamente, su richiesta, presso la sede di BNP Paribas Asset Management. Il Prospetto è disponibile in lingua italiana e in lingua inglese. Il KID è disponibile nella lingua ufficiale locale del paese di distribuzione.
I contenuti pubblicati nel presente sito internet hanno finalità informativa e non vanno intesi come ricerca in materia di investimenti o analisi su strumenti finanziari ai sensi della Direttiva MiFID II (2014/65/UE), raccomandazione, offerta, anche fuori sede, o sollecitazione all’acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di strumenti finanziari o alla partecipazione a strategie commerciali da parte di BNP Paribas Asset Management o di società ad essa affiliate. L’investimento in qualsiasi fondo gestito o promosso da BNP Paribas Asset Management o dalle società ad essa affiliate è accettato soltanto se proveniente da investitori che siano in possesso dei requisiti richiesti ai sensi del prospetto informativo in vigore e della relativa documentazione di offerta.
Il presente sito contiene informazioni parziali e le stime, le previsioni e i pareri qui espressi possono essere interpretati soggettivamente. Le informazioni fornite all’interno del presente sito non tengono conto degli obiettivi d’investimento individuali, della situazione finanziaria o di particolari bisogni del singolo utente. Qualsiasi opinione espressa nel presente sito internet non è una dichiarazione di fatto e non costituisce una consulenza di investimento. Le previsioni, le proiezioni o gli obiettivi sono solo indicativi e non sono garantiti in alcun modo. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Il valore degli investimenti e il reddito da essi derivante possono variare, sia in aumento che in diminuzione, e gli investitori potrebbero non recuperare l’importo originariamente investito.
Ancorché BNP Paribas Asset Management impieghi ogni ragionevole sforzo per far sì che le informazioni contenute nel presente sito internet siano aggiornate ed accurate alla data di pubblicazione, non viene rilasciata alcuna garanzia in ordine all’accuratezza, affidabilità o completezza delle informazioni ivi fornite. BNP Paribas Asset Management declina espressamente ogni responsabilità in ordine ad eventuali perdite derivanti, direttamente od indirettamente, dall’utilizzo, in qualsiasi forma e per qualsiasi finalità, delle informazioni e dei dati presenti sul sito.
BNP Paribas Asset Management non è responsabile dell’accuratezza dei contenuti di altri siti internet eventualmente collegati a questo sito. L’esistenza di un collegamento ad un altro sito non implica approvazione da parte di BNP Paribas Asset Management delle informazioni ivi fornite. Il contenuto del presente sito, ivi inclusi i dati, le informazioni, i grafici, i documenti, le immagini, i loghi e il nome del dominio, è di proprietà esclusiva di BNP Paribas Asset Management e, salvo diversa specificazione, è coperto da copyright e protetto da ogni altra regolamentazione inerente alla proprietà intellettuale. In nessun caso è consentita la copia, riproduzione o diffusione delle informazioni contenute nel presente sito.
BNP Paribas Asset Management può decidere di porre fine alle disposizioni adottate per la commercializzazione dei suoi organismi di investimento collettivo in conformità a quanto previsto dall'articolo 93 bis della direttiva 2009/65/CE.
BNP Paribas Asset Management si riserva il diritto di aggiornare o rivedere il contenuto del presente sito internet senza preavviso.
Redatto da BNP Paribas Asset Management Europe. © BNP Paribas Asset Management 2026. Tutti i diritti riservati.