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Prezzi del petrolio in ascesa dopo l’attacco a Israele; il FMI alza le stime sull’inflazione globale

  • 16 Ottobre 2023 (3 min di lettura)

Fatti salienti

Gli attacchi a Israele e il conseguente conflitto hanno acuito le tensioni geopolitiche, aggiungendosi alle difficoltà che affliggono la crescita globale e facendo emergere rischi di turbolenze molto più gravi. Lo scorso lunedì lo shekel israeliano è sceso a un minimo da circa otto anni, nonostante l’intervento della Banca d’Israele per sostenere la valuta. Tuttavia, la reazione dei più ampi mercati è stata moderata. I prezzi del petrolio sono saliti sulla scia dei timori per possibili interruzioni dell’offerta e anche gli attivi percepiti come beni rifugio, tra cui oro, titoli di Stato e dollaro statunitense, hanno guadagnato terreno nel periodo immediatamente successivo agli attacchi.

 

Notizie dal mondo

Nel suo ultimo World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita globale e alzato le stime sull’inflazione per il prossimo anno, sottolineando che vi è un margine di errore minimo a livello di politica. Il FMI ha lasciato invariate le previsioni di crescita per il 2023 al 3,0% rispetto al 3,5% del 2022, ma ha abbassato quelle per il 2024 al 2,9% dal 3,0% anticipato a luglio. Secondo l’istituzione, una performance superiore alle attese negli Stati Uniti dovrebbe compensare la più debole espansione in Cina e nell’eurozona. Il FMI si aspetta ora che l’inflazione globale scenda dal 6,9% nel 2023 al 5,8% nel 2024, in aumento dal 5,2% previsto a luglio.

 

Il numero sotto i riflettori: 3,7%

A settembre l’inflazione annuale statunitense si è stabilizzata al 3,7%, lo stesso livello osservato ad agosto, trainata dai maggiori costi di alloggi e benzina. Tuttavia, gli analisti puntavano su un valore del 3,6%. L’inflazione core, che esclude generi alimentari ed energia, è diminuita al 4,1% rispetto al 4,3% di agosto. Nel frattempo, dal verbale della riunione per fissare i tassi d’interesse tenuta a settembre dalla Federal Reserve è emerso che la maggioranza dei partecipanti ritiene “verosimilmente opportuno” un ulteriore rialzo in futuro, alla luce di prospettive per l’economia statunitense “molto incerte”. Tutti hanno convenuto che i tassi dovranno rimanere elevati fino a quando l’inflazione non convergerà “in maniera duratura” verso l’obiettivo del 2%.

 

La parola della settimana: Cavi sottomarini

Cavi che vengono posati sul fondo del mare per trasportare l’energia elettrica tra le stazioni terrestri. Il governo britannico ha designato la costruzione del cavo elettrico sottomarino più lungo al mondo, che trasporterà energia pulita dai parchi solari ed eolici del Marocco al Regno Unito, come progetto infrastrutturale di rilevanza nazionale; questo potrebbe semplificarne e accelerarne l’approvazione. Il progetto Xlinks Morocco-UK Power Project, annunciato nel 2021, dovrebbe essere completato entro il 2030 e potrebbe soddisfare l’8% della domanda britannica di elettricità, alimentando oltre sette milioni di abitazioni.

 

Prossimamente

Martedì giungeranno il verbale dell’ultima riunione della Reserve Bank of Australia e l’inflazione canadese, oltre all’indice ZEW Economic Sentiment dell’eurozona per il mese di ottobre, che riflette le attese sulle prospettive economiche a sei mesi della regione. Mercoledì la Cina comunicherà il tasso di crescita del PIL per il terzo trimestre (T3); nel T2 l’espansione ha rallentato allo 0,8% (su base trimestrale) dal 2,2% del T1. Lo stesso giorno l’eurozona e il Regno Unito sveleranno le rispettive cifre inflazionistiche di settembre, mentre il Giappone seguirà venerdì con i propri dati. Nel fine settimana si terranno le elezioni generali in Argentina.

 

Ulteriori approfondimenti e considerazioni sono disponibili sul sito di AXA IM Investment Institute

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