Tassi invariati per i timori della Fed sull’inflazione; il Giappone torna a crescere
Fatti salienti
Guardando al verbale dell’ultima riunione di politica della Federal Reserve, i tassi d’interesse statunitensi potrebbero restare invariati “per un certo tempo” alla luce dei persistenti timori sull’inflazione. A gennaio la Fed ha mantenuto il tasso di riferimento in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. L’istituto ha inoltre avvertito che i progressi verso il suo obiettivo d’inflazione del 2% potrebbero essere “più lenti e irregolari di quanto generalmente previsto” e che i tagli potrebbero non essere giustificati fino a quando “non emergeranno indicazioni chiare di una disinflazione tornata stabilmente sulla giusta traiettoria”. L’inflazione annuale statunitense è diminuita al 2,4% nel mese di gennaio, un minimo da maggio.
Notizie dal mondo
Nel quarto trimestre del 2025 l’economia giapponese è tornata a crescere, registrando un incremento dello 0,2% su base annua e recuperando terreno dopo la contrazione del 2,6% osservata nel T3. Tuttavia, la crescita si è rivelata sensibilmente inferiore al +1,6% atteso dal mercato. Al contempo, l’inflazione complessiva giapponese è scesa all’1,5% a gennaio dal 2,1% del mese precedente, attestandosi per la prima volta dal marzo 2022 sotto l’obiettivo del 2% fissato dalla Banca del Giappone. Su un altro fronte, il Flash PMI composito giapponese per il mese di febbraio è salito da 53,1 a 53,8, segnando il tasso di espansione più rapido nel settore privato dal maggio 2023.
Il numero sotto i riflettori: € 17 miliardi
Secondo il Financial Times, che ha citato dati di Dealogic, il valore delle fusioni transfrontaliere tra banche dell’Unione europea è aumentato lo scorso anno a € 17 miliardi, un record dalla crisi finanziaria globale. Oltre a essere superiore ai € 3,4 miliardi del 2024, questa cifra è la più alta dal 2008, anno in cui era stata raggiunta quota € 19,5 miliardi. Le operazioni hanno rispecchiato utili e quotazioni azionarie crescenti, con le banche europee che accrescono le loro dimensioni nel tentativo di competere con i concorrenti statunitensi più grandi. Stando a un altro rapporto della società di consulenza McKinsey, a livello globale l’attività di M&A nel settore bancario è cresciuta del 129% a $ 190 miliardi nel 2025, mentre le fusioni e acquisizioni totali nei servizi finanziari sono balzate di circa il 40% a $ 499 miliardi.
Il grafico della settimana
I recenti dati sul mercato del lavoro hanno placato le inquietudini sui posti di lavoro creati negli Stati Uniti. Escludendo il settore sanitario (in cui la crescita dell’occupazione è robusta da anni), a gennaio sono stati creati 49.000 nuovi posti di lavoro. Il totale dello scorso anno resta comunque in territorio negativo. Alcuni investitori ritengono che la perdita di impieghi denoti una debolezza dell’economia statunitense. A nostro parere, invece, è un segno della sua solidità. Il PIL è in ascesa, ma la produzione viene realizzata con meno manodopera e, di conseguenza, la produttività aumenta. In quali settori si ricollocano i lavoratori licenziati? Molti avviano un’attività in proprio. Stimiamo che nell’ultimo anno siano state costituite circa 800.000 imprese individuali.
La parola della settimana: AI Impact Summit
L’AI Impact Summit indiano, che si è tenuto la scorsa settimana, ha riunito leader provenienti da tutto il mondo. Tra gli obiettivi dell’incontro figuravano promuovere la cooperazione globale nel campo dell’intelligenza artificiale e garantire una distribuzione più equa degli sviluppi e delle opportunità tecnologiche in tutto il mondo. Nel corso dell’evento, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha sollecitato l’istituzione di un fondo mondiale da $ 3 miliardi per potenziare le capacità dell’IA nei Paesi in via di sviluppo. In un discorso pubblicato la scorsa settimana, il presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato l’importanza di accelerare lo sviluppo dell’IA per sostenere la produttività e la crescita economica a lungo termine. La strategia cinese denominata “AI-Plus” mira a integrare l’IA in settori chiave quali produzione, consumi, sanità, istruzione e agricoltura.
Prossimamente
Lunedì verrà diffuso l’indice Ifo Business Climate della Germania, un indicatore attentamente seguito. Mercoledì giungerà la stima definitiva sulla crescita del PIL tedesco per il T4 e l’eurozona svelerà la stima definitiva sul tasso di inflazione per il mese di gennaio. Il precedente rapporto indicava un’inflazione all’1,7%, in calo rispetto al 2,0% di dicembre. Giovedì saranno rese note molteplici indagini dell’eurozona, comprese quelle sul sentiment economico e industriale della regione. Venerdì gli Stati Uniti comunicheranno l’indice dei prezzi alla produzione, una misura dell’inflazione, mentre il Canada annuncerà il tasso di crescita del PIL per il T4.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili nell’Investment Institute
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