Azionario europeo: preoccupano banche centrali, Trump e Cina
Introduzione
Dopo un buon inizio nel mese di dicembre, i mercati azionari hanno ripercorso parte della loro performance per la zona euro e hanno addirittura chiuso leggermente in ribasso se consideriamo l’area europea. Tre ragioni spiegano questa inversione di tendenza: le banche centrali, Donald Trump e la Cina.
Sebbene la Federal Reserve (Fed) e la Banca centrale europea (Bce) abbiano continuato i loro cicli di tagli dei tassi, con una riduzione di 25 punti base a dicembre, la prima ha adottato un approccio molto più cauto e i suoi membri ora si aspettano solo due ulteriori tagli nel 2025, rispetto ai quattro o cinque tagli previsti appena tre mesi fa.
Inoltre, il futuro presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato ancora una volta di introdurre significative barriere doganali per la maggior parte dei suoi partner commerciali, che gravano sui gruppi fortemente dipendenti da questo mercato. Infine, il China Economic Forum non ha annunciato alcuna misura significativa per rilanciare l’economia, come ci si aspettava, mentre le vendite al dettaglio in Cina continuano a deludere e la deflazione sembra prendere il sopravvento.
Rimbalzo dei titoli del lusso e dell’automotive, finanziari ancora su
Nel corso del mese, l’indice DJ Eurostoxx dividendi reinvestiti è aumentato dello 0,82%. Il settore dei consumi voluttuari, in forte ritardo dall'inizio dell'anno, ha registrato la migliore performance trainato dal rimbalzo dei titoli del lusso e dell'automobile, mentre i titoli finanziari, in particolare quelli bancari, hanno continuato i loro rialzi mettendo così a segno un quarto anno di sovraperformance. Allo stesso tempo, l’aumento dei tassi a lungo termine ha fortemente penalizzato il settore immobiliare, così come altri settori a lungo termine, come quello delle utility.
A Piazza Affari corrono i bancari
Sulla piazza milanese il rendimento netto del Ftse Italia All Share è aumentato del 2,27%. I titoli finanziari, in particolare quelli bancari, hanno continuato la corsa, registrando la migliore performance, spinti dalla prospettiva di un consolidamento del settore. Anche i titoli legati ai consumi di base e alle telecomunicazioni, in forte arretramento da inizio anno, a dicembre hanno messo a segno una forte crescita spinti dal rimbalzo dei valori di Campari e Telecom Italia.
Hanno invece chiuso in calo i settori dell'energia e dei materiali, penalizzati rispettivamente dai ribassi di Eni sulla scia del calo del prezzo del petrolio e di Buzzi, la cui esposizione messicana potrebbe soffrire con l'arrivo di Trump.
Infine, ancora una volta le small e mid cap sono state penalizzate, così come l'indice Star che mostra una sostanziale stabilità a +0,08%.
Occhi puntati sulle misure annunciate da Trump
L’inizio del 2025 sarà ricco di eventi che potrebbero avere un’influenza significativa sull’andamento dei mercati azionari. Bisognerà infatti analizzare le prime misure annunciate da Donald Trump al suo nuovo insediamento, soprattutto in termini di tariffe e tasse, ma anche capire come si stanno evolvendo gli scenari politici in Francia e Germania. Nel primo caso, la Francia si trova con un Primo Ministro in una situazione precaria, mentre nel secondo caso, le prossime elezioni tedesche potrebbero consentire l’abbandono della regola del deficit zero, lasciando presagire un cambiamento importante per quella che rimane la più grande economia europea.
I mercati azionari europei presentano livelli di valutazione molto interessanti, ma la crescita prevista degli utili aziendali è modesta e dipenderà in gran parte dai dati economici negli Stati Uniti e in Cina. L’attenzione degli investitori nelle prossime settimane resterà puntata sulle banche centrali e sulle novità che potrebbero arrivare dall’Amministrazione Trump, in un contesto geopolitico che resta teso.
In queste condizioni ci sembra opportuno mantenere una buona diversificazione del portafoglio. Rimaniamo quindi fedeli alla nostra strategia di investimento concentrandoci su società che uniscono capacità di aggiustamento dei prezzi, visibilità e prospettive di crescita attraverso l'esposizione a temi di lungo termine, nonché una solida struttura finanziaria.
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