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L’inflazione core statunitense a un massimo da 40 anni; il FMI taglia la crescita globale per il 2023

  • 17 Ottobre 2022 (3 min di lettura)

Fatti salienti

A settembre l’inflazione annuale degli Stati Uniti è diminuita leggermente all’8,2% dall’8,3% del mese precedente, ma il dato si è rivelato superiore alle attese del consenso sulla scia di prezzi ostinatamente elevati. L’indice dei prezzi al consumo core, esclusi generi alimentari ed energia, è salito a un massimo da 40 anni del 6,6% su base annua. Nel verbale della riunione tenuta a settembre dalla Federal Reserve, i funzionari hanno ammesso che l’inflazione americana si stava riducendo “più lentamente di quanto previsto in precedenza”. Alcuni hanno osservato che la presenza di prezzi su livelli sostenuti più a lungo incrementerebbe il rischio di un disancoraggio delle aspettative inflazionistiche e, di conseguenza, “renderebbe molto più oneroso far scendere l’inflazione”. Altrove, nel corso di settembre i prezzi al consumo cinesi sono aumentati al ritmo più significativo dall’aprile del 2020, sospinti dai maggiori costi alimentari.

 

Notizie dal mondo

Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha tagliato le previsioni sulla crescita economica globale per il 2023 dal 2,9% di luglio al 2,7%. L’istituto ha avvertito che l’inflazione cronica, l’ascesa dei tassi d’interesse e la guerra in Ucraina alimentano lo spettro di una recessione mondiale, ma ha mantenuto la crescita attesa per il 2022 al 3,2%. Stando al FMI, alcuni Paesi, che rappresentano circa un terzo dell’economia globale, sono “destinati a contrarsi quest’anno o il prossimo”, mentre per Stati Uniti, Cina ed eurozona l’espansione resterà in stallo. Sullo sfondo di banche centrali che continuano a inasprire la politica monetaria, il FMI ha messo in guardia da una possibile “recessione inutilmente grave”.

 

Il numero sotto i riflettori: x3

In base a quanto riferito dall’Organizzazione meteorologica mondiale, è necessario triplicare gli investimenti nelle energie rinnovabili per raggiungere entro il 2050 le zero emissioni nette. Per contrastare l’aumento delle temperature globali, l’agenzia delle Nazioni Unite ha suggerito che, nei prossimi otto anni, l’elettricità generata dall’energia pulita deve raddoppiare. Il suo rapporto annuale State of Climate Services è incentrato sulla transizione energetica globale, considerata un fattore chiave per conseguire gli obiettivi di neutralità carbonica, evitare ulteriori eventi meteorologici estremi, prevenire la carenza idrica e affrontare le minacce alla sicurezza energetica. Raccogliendo i contributi di 26 organizzazioni, il rapporto invita a migliorare le informazioni sul clima e rafforzare gli investimenti a favore della decarbonizzazione nei mercati emergenti.

 

La parola della settimana: Beni strumentali

Sono beni utilizzati per realizzare altri prodotti e servizi. Tra di essi si annoverano edifici, attrezzature e macchinari e possono essere distinti dai beni di consumo, ossia i prodotti finali acquistati dai consumatori. Il settore può essere un utile indicatore economico: se le imprese ordinano più beni strumentali, è possibile che si aspettino un incremento della produzione e della domanda. Dopo la contrazione del 2,3% osservata a luglio, la produzione industriale dell’eurozona si è ampliata dell’1,5% ad agosto rispetto al mese precedente, superando le stime del mercato. La variazione è stata trainata da un solido output di beni strumentali, in rialzo del 2,8%.

 

Prossimamente

Martedì verranno pubblicati i dati sulla produzione industriale di settembre per la Cina e gli Stati Uniti, oltre alla crescita del PIL cinese per il terzo trimestre. Il Regno Unito, l’eurozona e il Canada sveleranno mercoledì le più recenti statistiche sull’inflazione di settembre. Giovedì il Giappone annuncerà la bilancia commerciale di settembre, seguita venerdì dall’inflazione. Sempre venerdì, il Regno Unito comunicherà le vendite al dettaglio di settembre. In settimana si terrà il 20° Congresso nazionale del Partito comunista cinese, con il leader Xi Jinping che dovrebbe ottenere un terzo mandato quinquennale.

Ulteriori approfondimenti e considerazioni sono disponibili sul sito di AXA IM Investment Institute.

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