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La Fed attua il più consistente aumento dei tassi dal 1994, mentre la BCE tenta di contenere i costi di finanziamento

  • 20 Giugno 2022 (3 min di lettura)

Fatti salienti

La Federal Reserve statunitense ha innalzato il tasso di riferimento dei Fed Fund di 75 punti base (pb), a un intervallo compreso tra l’1,5% e l’1,75%, il rialzo più significativo dal 1994. La banca centrale prevede che il tasso mediano raggiungerà il 3,4% entro la fine dell’anno (rispetto all’1,9% previsto a marzo), toccando un picco del 3,8% l’anno prossimo (rispetto alla previsione del 2,8%). Il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che il persistere delle preoccupazioni relative all’aumento dei prezzi presuppone che durante la prossima riunione si potrebbe valutare un ulteriore aumento dei tassi compreso tra 50 pb e 75 pb. Le proiezioni della Fed indicavano un rallentamento dell’economia a stelle e strisce, accompagnato da un modesto incremento del tasso di disoccupazione, ma Powell ha affermato che la banca “non stava cercando di indurre una recessione”. Tuttavia, i mercati statunitensi e non solo hanno ritenuto che il rischio fosse maggiore e i principali indici hanno registrato un calo nella settimana fino alla chiusura di giovedì.

 

Notizie dal mondo

La Banca centrale europea ha annunciato misure volte a limitare l’aumento dei costi di finanziamento negli Stati periferici dell’eurozona, facendo convogliare la liquidità proveniente dal debito in scadenza nelle casse delle nazioni maggiormente indebitate e predisponendo nuovi strumenti per evitare ampie divergenze nei costi di finanziamento, nel tentativo di far fronte alle agitazioni del mercato. Peraltro, la Banca nazionale svizzera ha colto tutti di sorpresa operando un notevole rialzo dei tassi di 50 pb, il primo in 15 anni, inteso ad arginare la minaccia dell’inflazione, mentre la Banca d’Inghilterra ha annunciato il quinto aumento consecutivo dei tassi, di 25 pb, verdetto controverso che ha visto tre membri del comitato su nove schierarsi a favore di un incremento di 50 pb. L’istituto centrale britannico si è detto pronto ad agire “con forza” qualora l’aumento dei prezzi non dovesse attenuarsi.

 

Il numero sotto i riflettori: 101,6 milioni di barili

Nonostante l’attuale clima di incertezza economica, l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) ha previsto un aumento della domanda globale di petrolio di 2,2 milioni di barili al giorno (b/g), a 101,6 milioni di b/g nel 2023, sopra i livelli pre-pandemici. Nel suo Oil Market Report (rapporto sui mercati petroliferi) di giugno, ha riferito che nonostante l’aumento dei prezzi e le prospettive economiche più deboli stiano limitando la crescita dei consumi, la ripresa della Cina, che sembrerebbe essersi lasciata alle spalle i lockdown dovuti al COVID-19, dovrebbe contribuire a incrementare i guadagni il prossimo anno. L’AIE ha però aggiunto che “l’aumento dei prezzi del petrolio e il deterioramento delle prospettive economiche continuano a ridimensionare le aspettative di crescita della domanda di petrolio”.

 

La parola della settimana

Teoria del più sciocco: un concetto che cerca di spiegare in che modo si alimentano le bolle di mercato. Si riferisce sostanzialmente all’idea che, anche se si detiene un attivo che appare sopravvalutato in base alle principali stime, in determinate condizioni, è sempre possibile trovare un acquirente “più sciocco” disposto a sborsare una cifra maggiore per impossessarsene, generando così un profitto. A parlare in questi termini è stato Bill Gates, miliardario del settore tecnologico, che la scorsa settimana ha espresso giudizi critici nei confronti del mercato delle criptovalute e del fenomeno in ascesa dei token non fungibili (NFT).

 

Prossimamente

Martedì la Reserve Bank of Australia pubblicherà il verbale della riunione di politica monetaria di giugno, in occasione della quale aveva innalzato il tasso di liquidità di 50 pb, allo 0,85%. Canada e Regno Unito annunceranno i dati sull’inflazione di maggio mercoledì, quando la BCE si riunirà per discutere aspetti diversi dalla politica monetaria. Giovedì giungeranno i Flash PMI per Giappone, eurozona, Stati Uniti e Regno Unito. Il Giappone pubblicherà venerdì i dati aggiornati sull’inflazione di maggio.

Ulteriori approfondimenti e considerazioni sono disponibili sul sito di AXA IM Investment Institute.

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