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Il presidente della Fed segnala ulteriori aumenti dei tassi; la BoE sorprende con un rialzo di 50 pb

  • 26 Giugno 2023 (3 min di lettura)

Fatti salienti

In un discorso al Congresso, il presidente della Federal Reserve (Fed) Jerome Powell ha avvalorato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi d’interesse quest’anno. Ha affermato che rialzi per altri 50 punti base (pb), come indicato nel Summary of Economic Projections della banca centrale, sono “un’ipotesi piuttosto valida” se le condizioni si riveleranno conformi alle attese. Tuttavia, altri funzionari della Fed hanno messo in guardia da un incremento dei tassi troppo rapido, che rischierebbe di far deragliare la crescita statunitense. Nel frattempo, Antony Blinken è stato il primo segretario di Stato americano a visitare Pechino dal 2018, facendo sperare in una distensione tra i due Paesi, sebbene le critiche del Presidente Joe Biden nei confronti del premier cinese Xi Jinping abbiano complicato il quadro.

 

Notizie dal mondo

La Banca d’Inghilterra (BoE) ha sorpreso i mercati innalzando i tassi di 50 pb e portando il costo del denaro al 5%, un livello visto da ultimo nel 2008, sulla scia di un’inflazione persistentemente più alta del previsto. L’inflazione complessiva è rimasta invariata all’8,7% a maggio, mentre la maggior parte degli analisti anticipava un calo all’8,4%. L’inflazione core, esclusi generi alimentari, energia, alcol e tabacco, è salita al 7,1%, un massimo da 31 anni. Come risulta dal verbale della riunione, sette membri del Comitato di politica monetaria della BoE hanno votato a favore del rialzo, mentre due hanno preferito mantenere i tassi stabili. Su un altro fronte, il debito del Regno Unito ha superato il PIL annuale del Paese per la prima volta dal 1961.

 

Il numero sotto i riflettori: 1981

Un indice chiave del tasso d’inflazione giapponese ha esibito la maggiore ascesa dal 1981, mettendo verosimilmente sotto pressione la Banca del Giappone affinché ridimensioni il suo programma di stimoli. L’indicatore “core-core”, che esclude gli alimenti freschi e il carburante, ha fatto segnare un balzo del 4,3% annuo a maggio dopo il 4,1% di aprile. Dal suo canto, l’inflazione complessiva è scesa in linea con le attese al 3,2%, il livello più basso di quest’anno. I Flash PMI hanno segnalato un rallentamento della crescita a giugno, con la produzione che ha registrato l’ampliamento più contenuto da quattro mesi. A giugno l’indice composito, che comprende sia il settore manifatturiero sia quello dei servizi, è diminuito a 52,3 dal 54,3 di maggio (una cifra superiore a 50 denota un’espansione).

 

La parola della settimana: transizione equa

L’idea che il passaggio a un’economia globale più sostenibile non debba accrescere le disuguaglianze o rendere vani gli sforzi volti a ridurre la povertà, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. I leader mondiali, tra cui quelli di Stati Uniti, Francia, Brasile, Giappone e Sudafrica, hanno pubblicato una lettera aperta in vista di un vertice sui finanziamenti per il clima a Parigi la scorsa settimana, nella quale si auspicavano di “recuperare il terreno perso in termini di sviluppo negli ultimi anni”. Desiderano iscrivere la transizione equa in una revisione del sistema finanziario mondiale, che indirizzi i capitali verso iniziative tese a contrastare il cambiamento climatico, a raggiungere gli obiettivi di sviluppo e potenzialmente ad alleviare gli oneri del debito nei mercati emergenti.

 

Prossimamente

Lunedì sarà pubblicato l’indicatore tedesco attentamente seguito Ifo Business Climate. Le statistiche aggiornate sull’inflazione canadese di maggio giungeranno martedì, mentre mercoledì sarà la volta di quelle sugli utili industriali cinesi. Giovedì verrà annunciata la stima definitiva sulla crescita del PIL statunitense per il primo trimestre (T1); stando ai precedenti dati, la maggiore economia al mondo si è espansa dell’1,3% nel periodo, un valore rivisto al rialzo rispetto all’iniziale 1,1%. Il Regno Unito seguirà venerdì con la propria stima finale sulla crescita per il T1. Lo stesso giorno sono in programma le cifre flash dell’inflazione di giugno nell’eurozona; a maggio gli aumenti dei prezzi nella regione sono stati confermati al 6,1%, un minimo dal febbraio dello scorso anno.

Ulteriori approfondimenti e considerazioni sono disponibili sul sito di AXA IM Investment Institute

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