Azionario: mercati giù, pesano timori rallentamento economia

  • 13 Settembre 2022 (3 min di lettura)

È stato un agosto da dimenticare per i mercati azionari europei, che hanno cancellato il rimbalzo di luglio, con perdite fino al 5%. Pesano i timori di recessione, i rialzi “aggressivi” della Fed per contrastare l’inflazione, e il rally del gas.

 

Cosa è successo

Sui mercati azionari ad agosto è tornato il pessimismo. La performance negativa ha praticamente cancellato il rimbalzo di luglio. Sulla performance hanno pesato le preoccupazioni per l’inflazione elevata e per il rallentamento della crescita.

Nonostante la pubblicazione di utili societari trimestrali rassicuranti, infatti, i timori di un rallentamento dell'economia più marcato del previsto sono stati alla base del ribasso. La crisi energetica è la ragione principale dell’accelerazione dell’inflazione, che in Europa si è attestata su nuovi record (+9,1% ad agosto).

Negli Stati Uniti, l’inflazione ad agosto ha superato le attese del mercato a +8,3%, anche se in leggero ribasso rispetto a luglio (+8,5%). La Federal Reserve (Fed) ha comunicato che andrà avanti in modo aggressivo con continui rialzi dei tassi per contrastare l’inflazione, anche a costo di provocare una recessione.

In Italia l’inflazione è all’8,4% (ultimo dato disponibile).

 

Politica monetaria restrittiva

La politica d’inasprimento monetario avviata dalla Fed, che ha dato priorità al continuo aumento dei tassi di interesse, è stata seguita anche dalla Banca Centrale Europea (Bce) che la settimana scorsa ha aumentato i tassi di 75 punti base, in una mossa piuttosto aggressiva. Il dollaro USA ha continuato a rafforzarsi nei confronti di tutte le principali valute, beneficiando sia di questi rialzi dei tassi che di un'economia statunitense più resiliente. L’euro debole invece riflette la debolezza dell’economia dell’eurozona, maggiormente colpita dai rincari energetici.

Anche il perdurare di un complicato contesto geopolitico, dovuto alla guerra in Ucraina ma anche al ritorno delle tensioni intorno a Taiwan, ha contribuito al pessimismo degli investitori. Nel corso del mese, il DJ Eurostoxx dividendi reinvestiti è calato del 5,02%. A livello settoriale, soltanto quello dell'energia ha registrato un aumento nel mese d’agosto sui mercati europei, beneficiando dell'impennata del prezzo del gas naturale. I titoli finanziari, in un contesto di tassi in aumento, hanno resistito piuttosto bene, così come alcuni settori difensivi (quello degli alimentari e delle telecomunicazioni).

Al contrario, alcuni settori del consumo (distribuzione), così come quelli ciclici (media, industria) hanno risentito di un outlook di possibile rallentamento della domanda. Infine, i titoli tecnologici sono stati generalmente penalizzati dall'aumento dei tassi d’interesse.  

 

Probabile revisione al ribasso delle prospettive sugli utili

I previsti rialzi dei tassi da parte della Fed e della Bce potrebbero continuare ad esercitare una certa pressione sui mercati azionari, soprattutto perché allo stesso tempo gli indicatori economici dovrebbero continuare ad essere trainati dall'aumento dei prezzi dell'energia. Pertanto, anche se le valutazioni si trovano a livelli più interessanti, è probabilmente ancora troppo presto per tornare sul mercato in modo aggressivo, date le probabili revisioni al ribasso delle prospettive future sugli utili societari. Questo vale particolarmente per quelle società che sono esposte alla spesa dei consumatori.

In un contesto così incerto, ci sembra quanto mai importante mantenere una buona diversificazione. Rimaniamo quindi fedeli alla nostra strategia d’investimento concentrandoci su società che combinano capacità di adeguare i prezzi, visibilità e/o prospettive di crescita attraverso l'esposizione a temi di lungo periodo, nonché una solida struttura finanziaria.

 

Penalizzati da sottoesposizione a titoli petroliferi

Come nel resto d’Europa, anche sul mercato azionario italiano ha prevalso il pessimismo. Nel mese d’agosto il Ftse Italia All Share NT ha ceduto il 3,89%. Anche qui, il settore dell’energia è stato l'unico a registrare un aumento, grazie al rally del prezzo del gas naturale. I finanziari hanno resistito, così come alcuni settori difensivi, mentre quelli ciclici e alcune categorie del consumo (distribuzione) hanno sofferto a causa delle previsioni di un raffreddamento della domanda. E anche qui, come nel resto d’Europa, i tecnologici sono stati generalmente penalizzati dai tassi in aumento.  

In questo contesto, il nostro fondo AXA WF Italy Equity non è stato in grado di contenere il calo, penalizzato principalmente dalla sottoesposizione alle scorte petrolifere e in misura minore dal calo di titoli growth come Fineco o Amplifon.

Nel mese d’agosto, in generale, abbiamo cercato di ridurre la nostra esposizione ai titoli del consumo, per esempio limando Stellantis o Stm. Abbiamo anche alleggerito Erg dopo una buona performance. Al contrario, abbiamo approfittato del declino di Diasorin per rafforzarci su questo titolo.

In questo contesto, il nostro fondo AXA WF Italy Equity ha lasciato sul terreno il 4,44% sulla Classe d’Azioni A EUR 1 .

 

Lo spread potrebbe ridursi dopo il voto

A livello politico ora l’incertezza è al massimo. Da settimane lo spread a 10 anni tra BTp e Bund resta tra 220 e 230 punti base. Come mostra il grafico qui sotto, lo spread si sta allargando. Ad ampliarlo è l’incertezza sulla volontà del nuovo governo che si formerà a rispettare gli impegni verso la zona euro. Quello che ci rende fiduciosi è il fatto che i sussidi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) rappresentano oggi un forte incentivo: nessuno vuole perdere i soldi del Pnrr, che avranno un impatto sul Pil italiano tra +2,3% e 2,6% nel 2026, secondo l’Istat. Abbastanza per spingere i vincitori delle elezioni a un comportamento “virtuoso”. A questo si aggiunga l’introduzione del nuovo strumento anti-frammentazione da parte di Bruxelles (Trasmission Protection Instrument), che potrebbe essere attivato per contrastare dinamiche di mercato ingiustificate che potrebbero sorgere determinando un ampliamento dello spread.

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Fonte: Bloomberg al 13 settembre 2022.

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