Azioni volatili alla fine dello shutdown negli Stati Uniti; crescita dell’eurozona in lieve aumento nel T3
Fatti salienti
La scorsa settimana le azioni globali sono state oggetto di ulteriore volatilità, salendo quando gli investitori hanno accolto con favore la fine dello shutdown del governo statunitense più lungo in assoluto, per poi calare nuovamente sulla scia dei rinnovati timori per le valutazioni azionarie. Mercoledì il presidente Donald Trump ha approvato una nuova legge di finanziamento a breve termine, ponendo fine a 43 giorni di stallo. Il Dow Jones e il FTSE 100 britannico hanno entrambi raggiunto massimi storici, prima di concludere la settimana alla chiusura di giovedì con rialzi rispettivamente dell’1% e del 2%. Altrove, il Nasdaq è diminuito dell’1% e l’indice S&P 500 è rimasto invariato. Dal suo canto, il listino europeo Stoxx 600 ha guadagnato il 3% nel corso della settimana.*
*Fonte: FactSet, in dollari USA. Dati al 13 novembre 2025
Notizie dal mondo
Una seconda stima ha indicato che l’economia dell’eurozona è cresciuta dello 0,2% nel terzo trimestre (T3), in lieve accelerazione rispetto allo 0,1% del T2. Le cifre sono risultate in linea con la stima flash iniziale. La crescita economica del Regno Unito ha subito un rallentamento superiore alle aspettative, attestandosi allo 0,1% nel T3, in netta flessione dal +0,3% del T2. La battuta d’arresto è stata in parte determinata da una minore produzione a seguito di un attacco informatico ai danni di un grande produttore di veicoli.
Il numero sotto i riflettori: $ 1.000 miliardi
Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), dal 2015 gli investimenti nella generazione di elettricità sono aumentati di quasi il 70% a $ 1.000 miliardi all’anno, mentre la spesa annuale per le reti è cresciuta a un ritmo pari a meno della metà (a quota $ 400 miliardi). Attualmente, l’elettricità rappresenta il 21% dei consumi energetici globali, ma è una fonte chiave per settori che contribuiscono per oltre il 40% all’economia mondiale, nonché la principale fonte per gran parte delle famiglie, stando a quanto riportato dal World Energy Outlook dell’AIE. Il rapporto è stato pubblicato in concomitanza con l’inizio della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP30 a Belém, in Brasile.
La parola della settimana
Kilt: il governo scozzese ha annunciato l’intenzione di emettere le sue prime obbligazioni nel 2026/2027. Denominati Kilt, in riferimento sia al tradizionale indumento scozzese che ai Gilt britannici, questi strumenti saranno i primi nell’ambito di un programma obbligazionario da £ 1,5 miliardi che mira a raccogliere fondi per finanziare importanti progetti infrastrutturali. L’agenzia S&P Global ha assegnato al governo un rating AA, mentre Moody’s l’ha valutato Aa3, entrambi corrispondenti al rating sovrano del Regno Unito, avvertendo però che eventuali passi verso l’indipendenza scozzese potrebbero esercitare pressioni al ribasso. Il governo ha affermato che l’emissione dipenderà dall’esito delle elezioni parlamentari, dalle condizioni di mercato e dalle esigenze di finanziamento.
Prossimamente
Lunedì il Canada comunicherà i dati più recenti sull’inflazione e il Giappone fornirà una stima preliminare sulla crescita economica nel T3. La Reserve Bank of Australia pubblicherà martedì il verbale dell’ultima riunione di politica monetaria, mentre la Federal Reserve seguirà mercoledì con il proprio verbale; a ottobre l’istituto americano ha tagliato i tassi d’interesse di 25 punti base al 3,75%-4,0%. Sempre mercoledì l’eurozona e il Regno Unito sveleranno le rispettive cifre dell’inflazione. Venerdì sarà il turno dell’inflazione giapponese e verranno inoltre diffusi gli indici flash dei direttori agli acquisti di Giappone, eurozona, Regno Unito e Stati Uniti.
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