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Un tema di engagement: il cambiamento climatico


Il cambiamento climatico è uno dei pilastri portanti delle iniziative di engagement di AXA IM con le società in cui investe. Anche se il tema è trasversale a tutte le imprese di ogni settore, concentriamo i nostri sforzi sui comparti che hanno la massima rilevanza in questo senso, in particolare il settore dell'energia (da cui la rilevanza degli SDG 7 e 13), ma anche quello bancario – in relazione alle sue politiche di credito, e al comparto dei materiali per l'edilizia.

Nel 2021, nella fase di ripresa dell'economia mondiale dopo il crollo determinato dalla pandemia nel 2020, sono riprese anche le emissioni di gas serra, alle quali ha contribuito un livello record di generazione di energia da carbone. Non sorprende pertanto che la concentrazione di diossido di carbonio (CO2) abbia raggiunto il livello più alto dai tempi della rivoluzione industriale. Le sfide della transizione energetica, vale a dire la necessità di emanciparci dalla dipendenza dagli idrocarburi e dai combustibili fossili, sono ancora in primo piano e non hanno subito modifiche a fronte della pandemia.

Sul fronte del cambiamento climatico, il 2021 è stato contrassegnato da tre momenti principali:

  • A maggio l'IEA ha pubblicato una roadmap net zero per il settore energetico, che prospetta un percorso molto difficile e impegnativo per limitare l'innalzamento termico entro +1,5°C dai livelli pre-industriali. il documento si è presto affermato come riferimento per molti confronti in materia e ne è scaturito un dibattito intenso
  • Ad agosto l'IPCC ha pubblicato un rapporto essenziale sulle basi fisico-scientifiche del cambiamento climatico. Il rapporto contiene una dichiarazione particolarmente netta e incontrovertibile: “È inequivocabile che sia stata l'influenza dell'uomo a determinare il riscaldamento dell'atmosfera, degli oceani e del suolo”.
  • A novembre si è riunita a Glasgow la COP26. I paesi partecipanti, nonostante abbiano fallito su una serie di questioni, hanno compiuto progressi in diverse altre e, in generale, hanno intensificato l'impegno a ridurre le emissioni.

L'Accordo di Parigi del 2015 auspicava la limitazione del riscaldamento globale nettamente al di sotto di 2°C e idealmente sotto 1,5°C. Secondo l'IPCC, la Terra registra già un riscaldamento di 1,1°C. Considerando le emissioni attuali e gli impegni presi, alcuni osservatori sono giunti alla conclusione che sia ancora possibile limitare l'innalzamento termico sotto i 2°C, ma secondo un'analisi meno ottimistica è più probabile che ci si avvicini a 2,5°C. Dobbiamo fare di più.

Nel 2021 abbiamo concentrato le nostre ricerche sulla transizione energetica e sul settore gaspetrolifero. Abbiamo pubblicato i seguenti rapporti:

I risultati emersi dalla ricerca potranno essere utilizzati direttamente nel dialogo diretto con società impegnate nella catena del valore del settore petrolio e gas.

 

I nostri obiettivi e la nostra attività di engagement

Per quanto riguarda l'engagement, è stato un anno degno di nota per le prime deliberazioni "say-on-climate" in diverse assemblee generali in cui le imprese hanno illustrato i propri piani di azione climatica. In tale contesto, abbiamo intrattenuto un dialogo costante e approfondito con i gruppi francesi TotalEnergies e Vinci. Abbiamo inoltre sottoscritto una lettera insieme ad altri investitori, con il coordinamento della Climate Action 100+, che sarà letta all'assemblea generale di TotalEnergies per evidenziare le potenziali aree di miglioramento nella strategia climatica del gruppo. Abbiamo altresì partecipato a una serie di iniziative congiunte di engagement presso due gruppi francesi (la società di utility Engie e la casa automobilistica Renault) e con la colombiana Ecopetrol, tre aziende che hanno fatto enormi passi avanti per potenziare il proprio impegno a favore del clima.

Attraverso l'esercizio del voto, abbiamo contribuito all'elezione di tre nuovi consiglieri nel gruppo petrolifero statunitense ExxonMobil, andando contro i desideri esplicitati dal management.

Nell'ambito delle iniziative di engagement sul clima, le discussioni con le aziende sono sempre più approfondite e specifiche. Al di là dei requisiti minimi che prevedono la presenza di ambizioni a lungo termine e di target a medio termine in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, chiediamo alle società di illustrare in modo molto dettagliato i propri interventi, l'allineamento della governance e dell'allocazione del capitale con la strategia e l'inclusione di tutta la catena del valore nella strategia climatica. Incoraggiamo inoltre la trasparenza riguardo alla realizzazione di questi impegni mediante la pubblicazione di rapporti. In AXA IM siamo convinti che questo tipo di approccio olistico sia necessario per valutare la credibilità di quelle strategie, e ci sembra coerente con la natura sistemica della transizione energetica. In presenza di sistemi di riferimento settoriali, incoraggiamo le società in cui investiamo a stabilire target science-based, e in quest'ottica abbiamo dato il nostro supporto alla dichiarazione annuale degli investitori del CDP.

 

Risultati e prossimi passi

Nel complesso, per quanto spesso sia difficile trovare una linea perfetta tra engagement e azione, molte delle società con cui dialoghiamo regolarmente, a titolo individuale o collettivo, hanno migliorato le proprie politiche climatiche, impegnandosi ad azzerare le emissioni e/o ponendosi target più ambiziosi.

 

Active Ownership e Stewardship Report 2021
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    AXA IM e BNP Paribas Asset Management stanno progressivamente fondendo e semplificando le loro entità legali per creare una struttura unificata. AXA Investment Managers è entrata a far parte del Gruppo BNP Paribas nel luglio 2025. A seguito della fusione di AXA Investment Managers Paris e BNP Paribas Asset Management Europe e delle rispettive holding, avvenuta il 31 dicembre 2025, le società combinate operano ora sotto il marchio BNP Paribas Asset Management Europe.

     

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