Investment Institute
Demografia

L’avvento delle megacittà: sette cose da sapere sui luoghi dove vivremo nel futuro

  • 25 Maggio 2022 (5 min di lettura)

Cosmopolita, innovativa, iperconnessa: se ben gestita, la megalopoli del Terzo millennio diventerà un laboratorio di coesione sociale e benessere. Ma attenzione a diseguaglianze, inquinamento e climate change.

Il XXI secolo sarà quello delle megacittà: secondo uno studio redatto dall’Espas (European Strategy and Policy Analysis System) su incarico dell’Unione europea, entro il 2050 ben 2,5 miliardi di persone vivranno in agglomerati urbani. E se nel 1950 solo due città (New York e Tokyo) avevano una popolazione di oltre 10 milioni di cittadini, entro il 2025-2030 di megalopoli di queste dimensioni ce ne saranno almeno quaranta nel mondo, nelle quali abiteranno oltre 630 milioni di persone. E non si tratterà solo di sofisticate città occidentali: come rivela l’Onu nel suo World Cities Report, il 96% della crescita urbana si verificherà nelle regioni meno sviluppate dell’Estremo Oriente, dell’Asia Meridionale e dell’Africa, con tre soli Paesi (India, Cina e Nigeria) che “peseranno” per ben il 35% dell’urbanizzazione.

Le megacittà, ovvero gli agglomerati con oltre 10 milioni di abitanti, rappresenteranno la realtà sociale ed economica più dirompente del prossimo futuro. Se ben organizzate, diventeranno laboratori sociali in grado di forgiare nuove forme di appartenenza, di cittadinanza, di innovazione tecnologica e di crescita. Ma se gestite male, diventeranno i luoghi di polarizzazione delle disuguaglianze e delle tensioni sociali: terreno fertile per quel populismo che già oggi cresce anche per l’avversione verso le élite cosmopolite e globalizzate delle ricche megacittà.

Per capire più in profondità le megalopoli del futuro, vediamone in dettaglio sette tratti distintivi.

 

1. Una nuova identità

L’appartenenza a una megacity può rappresentare uno straordinario strumento di inclusione dei cittadini, immigrati inclusi, nel nome di una nuova identità cosmopolita. Un laboratorio di aggregazione centrato su comunità trasversali rispetto a quelle nazionali, in grado da una parte di sostituire le tradizionali strutture familiari ma dall’altra di combattere la frammentazione sociale e l’eccessivo individualismo. Le caratteristiche del “nuovo cittadino urbano”, secondo l’analisi dell’Espas, possono riassumersi in tre slogan: dalla proprietà all’utilizzo, dalla quantità alla qualità e dalla mobilità all’accessibilità.

 

2. Colossi dell’economia

La potenza economica delle megacittà è destinata a crescere in modo eccezionale. Nel prossimo decennio, sottolinea l’analisi redatta per l’Unione europea, da sole seicento città peseranno per il 60% del Pil mondiale. E le prime cento per importanza economica rappresenteranno più di un terzo del prodotto interno lordo globale. Ovviamente la potenza delle megacittà varia a seconda delle latitudini: negli Stati Uniti, per esempio, gli agglomerati di New York e Los Angeles rappresentano il secondo e il terzo maggiore polo al mondo in termini di Pil, così come i cluster urbani cinesi. Il World Economic Forum spiega che grandi piazze finanziarie del calibro di Londra, Tokyo e Seul continueranno a prosperare più delle megacittà nei Paesi emergenti. Ma l’urbanizzazione, se ben gestita, può rappresentare un potente motore di sviluppo e crescita anche in Africa, dove oggi sei persone su dieci vivono ancora nelle campagne. Tutto questo a patto che si investano enormi risorse finanziarie nella pianificazione urbana, nella governance e nella gestione delle nascenti megalopoli.

 

3. Investimenti massicci

Proprio per trasformarle in luoghi di integrazione economica e sociale, le megacittà hanno bisogno di soldi e di idee: di investimenti in infrastrutture, trasporti, digitalizzazione, istruzione, economia circolare e cybersicurezza. Come sottolinea il report dell’Onu, le megalopoli devono dotarsi di fonti stabili e sostenibili di finanziamento, tra le quali per esempio obbligazioni municipali “green” e partnership con società pubbliche e private.

 

4. Iperconnesse e innovative

Costruite sulla spina dorsale tecnologica delle fulminee connessioni 5G, le megacittà diventeranno degli incubatori di innovazione, dei laboratori “smart” nei quali il digitale sarà il driver di un miglioramento a tutto tondo della qualità della vita (dalla sanità alla mobilità, dal social housing alla sostenibilità e così via). Senza peraltro dimenticare che, come sottolinea l’analisi dell’Onu, la tecnologia è più efficace se accompagnata a innovazioni istituzionali e di governance, centrate sulle esigenze e le necessità dei cittadini. La partecipazione e il coinvolgimento della popolazione rappresentano quindi un tassello fondamentale per costruire le smart cities del futuro. Solo in questo modo si potranno creare centri urbani pronti a sperimentazioni avanzate e visionarie, spiega il report dell’Espas: ai confini con l’utopia.

 

5. Una nuova mappa geografica

Con il loro carico di innovazione e globalizzazione, le megalopoli del futuro tenderanno a diventare delle specie di grandi città-stato sempre meno legate ai Paesi che le ospitano: perderanno progressivamente le loro connotazioni nazionali per diventare global hub, un po’ alla Dubai. Questo processo farà anche aumentare il peso politico delle megacittà, con i sindaci e i city managers di questi grandi agglomerati urbani che diventeranno sempre più in grado di influenzare le scelte politiche nazionali.

 

6. I rischi delle megacities

Attenzione però, perché le megalopoli non rappresentano solo cluster di talenti, innovazione e benessere. I rischi non mancano: si chiamano degrado, inquinamento, disgregazione sociale e soprattutto diseguaglianze sempre più ampie, in grado di innescare pericolosi conflitti sociali. Lo stesso populismo, nota l’analisi dell’Espas, è stato in parte innescato dall’avversione culturale verso le grandi città e i loro valori cosmopoliti (pensiamo al voto dei “brexiter” in chiave anti-Londra).

 

7. La sfida del climate change

Last but not least, non va dimenticato che la maggior parte delle megacittà è vulnerabile ai disastri naturali: l’urbanizzazione infatti continuerà a concentrarsi nelle zone costiere (dove già si trovano i tre quarti delle megalopoli). Si calcola che l’aumento di tre gradi centigradi della temperatura terrestre potrebbe inondare aree urbane popolate da 275 milioni di persone. Ma anche su questo fronte ci aiuteranno innovazione e nuove tecnologie, magari sviluppate proprio nel cuore delle città del futuro.

 

Image

Fonte: stime Onu

Ti potrebbe interessare

Demografia

Miliardi di asiatici nella “middle class” dei consumi globali: quale impatto sulla sostenibilità?

  • A cura di AXA Investment Managers
  • 21 Novembre 2022 (3 min di lettura)
Demografia

Immigrazione: perché è così importante per l’Europa (anche tra i banchi di scuola)

  • A cura di AXA Investment Managers
  • 18 Ottobre 2022 (3 min di lettura)
Demografia

Lavori instabili, inflazione, affitti record: così la Gen Z torna a vivere dai genitori

  • A cura di AXA Investment Managers
  • 22 Settembre 2022 (5 min di lettura)

    Disclaimer

    Prima dell’investimento in qualsiasi fondo gestito o promosso da AXA Investment Managers o dalle società ad essa affiliate, si prega di consultare il Prospetto e il Documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KIID). Tali documenti, che descrivono anche i diritti degli investitori, possono essere consultati - per i fondi commercializzati in Italia - in qualsiasi momento, gratuitamente, sul sito internet www.axa-im.it e possono essere ottenuti gratuitamente, su richiesta, presso la sede di AXA Investment Managers. Il Prospetto è disponibile in lingua italiana e in lingua inglese. Il KIID è disponibile nella lingua ufficiale locale del paese di distribuzione.

    I contenuti pubblicati nel presente sito internet hanno finalità informativa e non vanno intesi come ricerca in materia di investimenti o analisi su strumenti finanziari ai sensi della Direttiva MiFID II (2014/65/UE), raccomandazione, offerta o sollecitazione all’acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di strumenti finanziari o alla partecipazione a strategie commerciali da parte di AXA Investment Managers o di società ad essa affiliate, né la raccomandazione di una specifica strategia d'investimento o una raccomandazione personalizzata all'acquisto o alla vendita di titoli. L’investimento in qualsiasi fondo gestito o promosso da AXA Investment Managers o dalle società ad essa affiliate è accettato soltanto se proveniente da investitori che siano in possesso dei requisiti richiesti ai sensi del prospetto informativo in vigore e della relativa documentazione di offerta.

    Il presente sito contiene informazioni parziali e le stime, le previsioni e i pareri qui espressi possono essere interpretati soggettivamente. Le informazioni fornite all’interno del presente sito non tengono conto degli obiettivi d’investimento individuali, della situazione finanziaria o di particolari bisogni del singolo utente. Qualsiasi opinione espressa nel presente sito internet non è una dichiarazione di fatto e non costituisce una consulenza di investimento. Le previsioni, le proiezioni o gli obiettivi sono solo indicativi e non sono garantiti in alcun modo. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Il valore degli investimenti e il reddito da essi derivante possono variare, sia in aumento che in diminuzione, e gli investitori potrebbero non recuperare l’importo originariamente investito.

    Ancorché AXA Investment Managers impieghi ogni ragionevole sforzo per far sì che le informazioni contenute nel presente sito internet siano aggiornate ed accurate alla data di pubblicazione, non viene rilasciata alcuna garanzia in ordine all’accuratezza, affidabilità o completezza delle informazioni ivi fornite. AXA Investment Managers declina espressamente ogni responsabilità in ordine ad eventuali perdite derivanti, direttamente od indirettamente, dall’utilizzo, in qualsiasi forma e per qualsiasi finalità, delle informazioni e dei dati presenti sul sito.

    AXA Investment Managers non è responsabile dell’accuratezza dei contenuti di altri siti internet eventualmente collegati a questo sito. L’esistenza di un collegamento ad un altro sito non implica approvazione da parte di AXA Investment Managers delle informazioni ivi fornite. Il contenuto del presente sito, ivi inclusi i dati, le informazioni, i grafici, i documenti, le immagini, i loghi e il nome del dominio, è di proprietà esclusiva di AXA Investment Managers e, salvo diversa specificazione, è coperto da copyright e protetto da ogni altra regolamentazione inerente alla proprietà intellettuale. In nessun caso è consentita la copia, riproduzione o diffusione delle informazioni contenute nel presente sito.  

    AXA Investment Managers può decidere di porre fine alle disposizioni adottate per la commercializzazione dei suoi organismi di investimento collettivo in conformità a quanto previsto dall'articolo 93 bis della direttiva 2009/65/CE.

    AXA Investment Managers si riserva il diritto di aggiornare o rivedere il contenuto del presente sito internet senza preavviso.

    A cura di AXA IM Paris – Sede Secondaria Italiana, Corso di Porta Romana, 68 – 20122- Milano, sito internet www.axa-im.it.

    © 2022 AXA Investment Managers. Tutti i diritti riservati.