Azionario: forte rimbalzo, ma possibile revisione al ribasso degli utili nei prossimi mesi

  • 03 Agosto 2022 (5 min di lettura)

Nonostante l’accumularsi di segnali negativi – l’inflazione che ha spinto la Fed a un secondo rialzo di 75 punti base e i timori per un rallentamento della crescita – i mercati azionari nelle ultime settimane hanno voltato verso il segno più. Gli investitori sembrano voler guardare oltre il picco dell’inflazione e il ciclo di rialzi. Tuttavia, per la seconda parte dell’anno temiamo una revisione degli utili con il rallentamento dell’economia.

Il mese di giugno si è chiuso con grande pessimismo da parte degli investitori, preoccupati per l’inflazione in aumento e per il rischio di recessione. A luglio, invece, nonostante l’accumularsi di segnali negativi, i mercati hanno ripreso a salire.

La Federal Reserve (Fed) ha alzato i tassi d’interesse di 75 punti base per il secondo mese consecutivo, confermando la sua volontà di domare l’inflazione più alta che gli Stati Uniti abbiano visto in 42 anni. Sul fronte politico l’inflazione elevata continua a tenere i governi sotto pressione. Sul fronte macroeconomico, gli ultimi dati hanno confermato il rallentamento dell’economia.

Tuttavia, questo accumulo di cattive notizie non si è tradotto con una flessione dei mercati. Anzi, i mercati mondiali hanno ripreso a salire sulla scia del superamento del picco d’inflazione (i mercati pensano che il picco sia passato o che sia vicino quindi guardano oltre) e del picco del ciclo di rialzi dei tassi (ora il focus è sulla recessione e i mercati pensano già quasi a un ribasso). Questo si è tradotto in un ribasso importante del decennale USA, il cui rendimento è passato dal 3% al 30 giugno al 2,65% a fine luglio, e ha permesso ai titoli growth e ai titoli di qualità di rimbalzare.

 

AXA WF Framlington Italy amplifica il rimbalzo del mercato

I primi mesi dell’anno erano cominciati male, con una guerra nel cuore dell’Europa dopo due anni di pandemia e di lockdown. Ma ora i mercati sembrano voler guardare oltre le cattive notizie: l’azionario europeo ha guadagnato il 7,30% a luglio, quello italiano il 5,58%, un po’ penalizzato dalle società domestiche che hanno risentito dell’allargamento dello spread e del ritorno del rischio politico dopo le dimissioni del premier Mario Draghi.

Al forte rimbalzo hanno contribuito anche risultati semestrali che in generale ancora tengono, nonostante alcuni segnali di rallentamento. I più negativi arrivano dalle società esposte ai consumi degli americani, che risentono dell’inflazione elevata.

La performance del Ftse Italia All Share NT è stata trainata principalmente dai settori tecnologico, industriale e del consumo discrezionale. I titoli tecnologici hanno beneficiato del forte ribasso dei tassi mentre quelli del settore industriale e dei consumi hanno tratto profitto dai risultati semetrali che, per il momento, non mostrano segni tangibili di rallentamento.

Al contrario, i settori finanziari, delle utilities e delle telecomunicazioni sono stati penalizzati dal deterioramento degli spread obbligazionari.

In questo contesto il nostro fondo AXA WF Framlington Italy, grazie alla sua esposizione su tante società globali, ha fatto meglio del mercato, chiudendo il mese in rialzo del 6,12% sulla Classe d’Azioni A EUR1 . La selezione di titoli come Stm, Prysmian, Stellantis, Nexi e CNH – saliti di oltre il 13% in seguito alle buone pubblicazioni semestrali – ha permesso al portafoglio di amplificare il rimbalzo del mercato.

Nel corso del mese abbiamo solo limato un po’ la nostra esposizione a titoli come Poste o Enel, che sono più sensibili alle turbolenze politiche.

 

Il rallentamento della crescita potrebbe portare a una revisione al ribasso degli utili

Il grosso della compressione dei multipli che temevamo a inizio anno è ormai alle spalle. Tuttavia, per la seconda parte dell’anno si teme la pressione sugli utili, che potranno essere rivisti al ribasso con il rallentamento dell’economia. Questo vale soprattutto per quelle società che sono esposte ai consumi e che soffriranno maggiormente se l’energia continuerà ad aumentare.

Per questo siamo cauti sui titoli esposti alla spesa dei privati. D’altra parte, restiamo convinti che le società che investono sull’efficienza (digitalizzazione) o che partecipano alla transizione energetica (spendere per le fonti rinnovabili diventa sempre più cruciale), saranno favorite.

Tra le notizie che hanno pesato sul sentiment del mercato ma che poi non si sono verificate, c’è stata quella della paventata sospensione dei flussi di gas dalla Russia per operazioni di mantenimento del gasdotto. La buona notizia è che alla fine la Russia non ha chiuso del tutto il rubinetto del gas e questo abbassamento del rischio ha sostenuto i mercati. Tali dinamiche non escludono il rallentamento della crescita, ma riducono il rischio di una recessione, soprattutto per la Germania.

Le elezioni politiche di settembre in Italia rappresenteranno un elemento di tensione. La banca centrale europea (Bce) ha cominciato a rialzare i tassi per combattere l’inflazione e ha ammorbidito i timori rivelando il varo di un nuovo strumento anti-frammentazione per l’area euro. Una notizia sicuramente importante per l’Italia, anche se questo scudo anti-spread non sarà utilizzato per intervenire nel caso di problemi politici.

Ci aspettiamo che i mercati siano volatili ad agosto, come sempre accade visti i volumi di scambio più ridotti, ma anche a seguito del rialzo di luglio.

Al momento il quadro resta incerto, ma i messaggi che ci arrivano dalle società non sono negativi. Quello che temono di più è l’impatto sui consumatori del costo sproporzionato dell’energia.

Riteniamo più che mai importante mantenere una buona diversificazione del portafoglio per poter affrontare tutti gli scenari. Rimaniamo fedeli alla nostra strategia di investimento concentrandoci su società che combinano la capacità di adeguare i prezzi, visibilità e/o prospettive di crescita attraverso l'esposizione a temi di lungo periodo, nonché una solida struttura finanziaria.

  • AXA IM, al 31 luglio 2022. La performance passata non è indicativa dei risultati futuri.

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