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Aggiornamento mercati

L’OCSE e la Federal Reserve abbassano le prospettive di crescita sulla scia dei timori per i dazi e le politiche


Fatti salienti

Alla sua ultima riunione di politica, la Federal Reserve (Fed) ha rivisto le prospettive di crescita e inflazione, lasciando al contempo i tassi d’interesse invariati al 4,25-4,50%. L’istituto anticipa ora una crescita economica statunitense dell’1,7% quest’anno, in calo rispetto alla previsione iniziale del 2,1%, e un aumento dell’inflazione al 2,7%, a fronte della precedente stima pari al 2,5%. Il presidente della Fed Jerome Powell ha avvertito che i dazi influiranno probabilmente sulla crescita e complicheranno i tentativi di stabilizzare l’inflazione. A nostro parere, la Fed posticiperà i tagli dei tassi d’interesse alla fine del 2025, per poi portarli al 3,50% nei successivi trimestri del 2026. Altrove, anche la Banca del Giappone (BoJ) e la Banca d’Inghilterra hanno optato per mantenere stabili i tassi.


Notizie dal mondo

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) prevede al momento che l’economia globale crescerà del 3,1% quest’anno e del 3,0% nel 2026. Il dato è in flessione rispetto alla precedente stima di un’espansione del 3,3% in entrambi gli anni e di una crescita del 3,2% nel 2024. La revisione al ribasso è in parte riconducibile alle maggiori barriere commerciali in diversi paesi, ai timori per l’inflazione e all’incertezza politica più significativa che pesa sugli investimenti e sulla spesa delle famiglie. L’OCSE ritiene che la crescita del PIL statunitense rallenterà al 2,2% quest’anno e all’1,6% nel 2026. Inoltre, stima che l’eurozona si espanderà dell’1,0% e dell’1,2% rispettivamente nel 2025 e nel 2026. AXA IM si attende una crescita globale al 3,2% nel 2025 e al 2,9% nel 2026.


Il numero sotto i riflettori: 2,3%

A febbraio l’inflazione annuale dell’eurozona è diminuita al 2,3% dal 2,5% di gennaio, in discesa rispetto al 2,4% inizialmente stimato. Tale cifra rafforza le aspettative che la Banca centrale europea continuerà il suo ciclo di tagli dei tassi d’interesse. Nel frattempo, l’inflazione core, dalla quale sono escluse le componenti più volatili di generi alimentari, energia, alcolici e tabacco, è scesa lievemente dal 2,7% al 2,6%. Per contro, a febbraio il tasso di inflazione annuale canadese è balzato al 2,6%, un massimo da otto mesi, superando le attese del 2,2% e in aumento dall’1,9% di gennaio. Il rialzo è stato attribuito principalmente alla fine di un’agevolazione fiscale sulle vendite nel corso di febbraio.


La parola della settimana:

Unione del risparmio e degli investimenti: una nuova iniziativa volta a far confluire in investimenti i € 10 mila miliardi di risparmi bancari detenuti dai cittadini europei, aiutando le persone a investire per il futuro attraverso un accesso più ampio ai mercati dei capitali e migliorando al contempo le opzioni di finanziamento per le società. Secondo la Commissione europea (CE), circa il 70% dei risparmi delle famiglie nell’Unione europea è attualmente depositato in conti correnti, che di norma rendono meno degli investimenti nei mercati dei capitali. Il programma, annunciato la scorsa settimana dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intende contribuire a incrementare la ricchezza dei singoli e migliorare l’alfabetizzazione finanziaria, stimolando al contempo la crescita economica e la competitività europee


Prossimamente

Lunedì giungeranno gli indici flash dei direttori agli acquisti di marzo per l’eurozona, il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Giappone. La BoJ pubblicherà martedì il verbale dell’ultima riunione di politica monetaria. Mercoledì sono attesi i dati più recenti sull’inflazione nel Regno Unito e la dichiarazione economica di primavera del governo britannico. Gli Stati Uniti e il Regno Unito comunicheranno le loro stime definitive sulla crescita del PIL per il quarto trimestre (T4) rispettivamente giovedì e venerdì.

Ulteriori approfondimenti e considerazioni sono disponibili sul sito di AXA IM Investment Institute

    Disclaimer

    AXA IM e BNP Paribas Asset Management stanno progressivamente fondendo e semplificando le loro entità legali per creare una struttura unificata. AXA Investment Managers è entrata a far parte del Gruppo BNP Paribas nel luglio 2025. A seguito della fusione di AXA Investment Managers Paris e BNP Paribas Asset Management Europe e delle rispettive holding, avvenuta il 31 dicembre 2025, le società combinate operano ora sotto il marchio BNP Paribas Asset Management Europe.

     

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