Le azioni europee raggiungono un massimo storico; l’economia giapponese cresce per il terzo trimestre consecutivo
Fatti salienti
La scorsa settimana le azioni europee hanno toccato un massimo storico in seguito alle speranze di un accordo di pace per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina. Le attese di maggiori investimenti per la difesa in Europa hanno contribuito al rialzo delle azioni, mentre i rendimenti dei titoli di Stato dell’eurozona sono saliti poiché, secondo gli investitori, un aumento della spesa potrebbe potenzialmente comportare livelli più elevati di indebitamento pubblico. Tuttavia, i mercati europei sono calati più avanti nella settimana sulla scia dei timori che i dazi proposti dagli Stati Uniti potessero scatenare una guerra commerciale. L’Euro Stoxx 600 è rimasto invariato nel corso della settimana ma, alla chiusura di giovedì, esibiva una progressione da inizio anno del 10%.
Notizie dal mondo:
Come indicato nel verbale della riunione di gennaio, i funzionari della Federal Reserve (Fed) hanno segnalato che prevedono di lasciare inalterati i tassi d’interesse fino a quando non vedranno “ulteriori progressi sul fronte dell’inflazione”. I decisori politici hanno rilevato rischi per le prospettive inflazionistiche, a causa del potenziale impatto dei dazi commerciali e della politica sull’immigrazione. Tuttavia, hanno affermato di trovarsi in una buona posizione per “valutare il mutevole outlook dell’attività economica”. Alla riunione di gennaio la Fed ha confermato i tassi d’interesse al 4,25-4,50%. Ci aspettiamo che l’istituto manterrà i tassi stabili nel 2025, prima di tagliarli di 100 punti base (pb) entro la fine del 2026. Dal suo canto, la Reserve Bank of Australia ha abbassato i tassi di 25 pb al 4,1% durante la riunione di febbraio, il primo taglio dal 2020.
Il numero sotto i riflettori: 4%
L’inflazione complessiva giapponese è balzata dal 3,6% di dicembre al 4% di gennaio, il livello più alto da due anni, alimentando le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca del Giappone (BoJ). L’inflazione core, dalla quale sono esclusi i generi alimentari freschi, è aumentata dal 3% al 3,2%, mentre il tasso “core core” attentamente seguito della BoJ, nel quale non sono compresi i generi alimentari freschi e l’energia, è passato dal 2,4% al 2,5%. Nel frattempo, l’economia giapponese è cresciuta del 2,8% su base annua nel quarto trimestre (T4), un dato in ascesa dall’1,7% del T3 e superiore alle attese del mercato. L’incremento, che segna il terzo trimestre consecutivo di espansione, riflette una ripresa di consumi e investimenti delle imprese come pure un calo delle importazioni, con un conseguente miglioramento della bilancia commerciale.
La parola della settimana:
Punto di non ritorno: il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico definisce i cosiddetti punti di non ritorno come “soglie critiche in un sistema che, se oltrepassate, possono alterare sensibilmente lo stato del sistema, spesso con la consapevolezza che il cambiamento è irreversibile”. Ad oggi gli scienziati hanno identificato almeno 16 punti di non ritorno. Di recente, l’Agenzia britannica per la ricerca e l’invenzione avanzate ha erogato £ 81 milioni a 27 team che stanno cercando di sviluppare un sistema preventivo di allarme in grado di prevedere imminenti catastrofi climatiche. Il progetto è incentrato su due punti di non ritorno: il collasso sia della calotta glaciale in Groenlandia che delle correnti oceaniche fondamentali.
Prossimamente
Lunedì giungeranno l’indicatore tedesco attentamente monitorato Ifo Business Climate e i dati definitivi sull’inflazione dell’eurozona per gennaio. Martedì sarà il turno dell’ultimo indice S&P/Case-Shiller Home Price negli Stati Uniti, mentre giovedì sarà pubblicata una seconda stima sulla crescita del PIL statunitense per il T4. L’economia statunitense è cresciuta del 3,1% nel T3, ma una precedente stima flash per il T4 ha rivelato un’espansione più contenuta, pari al 2,3%. Il Canada seguirà venerdì con il proprio aggiornamento sulla crescita del PIL.
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