La Fed ha tagliato i tassi di interessi; la BoJ e la BoE hanno mantenuto lo status quo
Fatti salienti
La Federal Reserve (Fed) ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base, indicando che a questa riduzione potrebbero seguirne altre per tenere sotto controllo la disoccupazione e l’inflazione. Il taglio previsto è stato il primo dell’anno e ha portato il costo del denaro al 4,0%-4,25%, il minimo da novembre 2022, aiutando le azioni statunitensi a raggiungere un nuovo massimo. Un membro del comitato aveva votato a favore di un taglio di 50 punti base, ma il presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato che non vi era “ampio sostegno” per questo movimento. Per quest’anno le proiezioni della Fed indicano altri due tagli di 25 punti base. La Fed ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni di crescita degli Stati Uniti all’1,6% per il 2025 e all’1,8% per il 2026, tassi superiori rispettivamente all’1,4% e all’1,6% previsti a giugno.
Notizie dal mondo
La Banca del Giappone (BoJ) ha mantenuto invariati i tassi di interesse allo 0,5% la scorsa settimana, sebbene due dei nove membri del comitato di politica monetaria abbiano votato a favore di un aumento di 25 punti base. Nuovi dati hanno mostrato che ad agosto l’inflazione giapponese è scesa al 2,7% rispetto al 3,1% di luglio. Nel frattempo, la Banca d’Inghilterra ha mantenuto i tassi di interesse al 4%, con due membri del comitato di politica monetaria che hanno votato a favore di un taglio di 25 punti base, poiché l’inflazione è rimasta al 3,8% nel mese di agosto. Altrove, l’inflazione dell’eurozona è rimasta stabile al 2,0%, rivista al ribasso rispetto alla stima preliminare del 2,1%, in linea con l’obiettivo della Banca centrale europea
Il numero sotto i riflettori: 5,2%
La Cina ha annunciato un nuovo pacchetto di stimoli per rilanciare la domanda interna stagnante, comprese misure di sostegno al settore dei servizi e dell’intrattenimento, dopo che i nuovi dati hanno evidenziato una perdurante debolezza economica. In totale, il governo ha annunciato 19 misure che comprendono, tra l’altro, piani per incentivare le banche a concedere più prestiti a consumatori e fornitori di servizi e per organizzare un maggior numero di eventi sportivi. Ad agosto, la produzione industriale cinese è cresciuta del 5,2% su base annua, il livello più basso registrato in un anno e in calo rispetto all’incremento del 5,7% di luglio. Inoltre, le vendite al dettaglio, importante indicatore dei consumi, sono cresciute del 3,4%, il ritmo più lento da novembre 2024.
La parola della settimana
Global Innovation Index: classifica mondiale annuale della capacità di innovazione di circa 139 Paesi, pubblicata dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale. Le classifiche si basano su circa 80 indicatori, tra cui ricerca e sviluppo, esportazioni, politica e istruzione. Anche quest’anno la Svizzera è stata nominata leader mondiale nell’innovazione (per il quindicesimo anno consecutivo), seguita dalla Svezia e dagli Stati Uniti. Parallelamente, secondo un articolo del Financial Times, la banca centrale svizzera è diventata uno dei maggiori investitori azionari mondiali del settore tecnologico. Stando ai documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission statunitense, la Banca nazionale svizzera detiene complessivamente circa 167 miliardi di dollari di investimenti azionari statunitensi.
Prossimamente
Martedì saranno pubblicati gli indici dei direttori agli acquisti (PMI) flash di settembre relativi a eurozona, Australia, Stati Uniti e Regno Unito. A seguire, mercoledì saranno pubblicati i dati PMI del Giappone e anche l’indice Ifo Business Climate della Germania, attentamente seguito. Giovedì gli Stati Uniti pubblicheranno la stima definitiva della crescita del PIL per il secondo trimestre: le previsioni precedenti indicavano una crescita dell’economia al tasso annuo del 3,3%, in netto aumento rispetto alla contrazione dello 0,5% registrata nel primo trimestre. Sempre giovedì, la BoJ pubblicherà il verbale dell’ultima riunione di politica monetaria.
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