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Aggiornamento mercati

La Banca d’Inghilterra taglia i tassi dopo un voto spaccato; nell’eurozona l’attività economica si espande


Fatti salienti

La Banca d’Inghilterra ha tagliato il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base portandolo al 4%: è il minimo da marzo 2023 e il quinto taglio dallo scorso agosto. Il mancato raggiungimento di una decisione a maggioranza ha reso necessaria una seconda votazione senza precedenti, in cui cinque membri si sono espressi a favore del taglio e quattro del mantenimento dei tassi invariati. All’inizio, un funzionario aveva votato per un taglio più consistente di 50 pb. La Banca d’Inghilterra ha dichiarato che continuerà ad adottare un “approccio attento e graduale” nelle future decisioni di politica monetaria e ha rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per riflettere l’aumento dei prezzi dei generi alimentari.


Notizie dal mondo

A luglio l’attività economica dell’eurozona ha continuato a espandersi per il settimo mese consecutivo, trainata dall’aumento dei servizi: il tasso di crescita, tuttavia, è rimasto debole. L’indice composito dei direttori agli acquisti (PMI), che include sia i dati dei servizi che quelli del settore manifatturiero, è salito a 50,9, il massimo su quattro mesi, dal 50,6 di giugno. Un dato superiore a 50 indica espansione. Altrove, l’attività economica statunitense è cresciuta significativamente a luglio: il PMI composito è arrivato a 55,1 dal 52,9 di giugno, merito soprattutto dei servizi. In Cina l’attività ha continuato a espandersi, anche se a un ritmo più lento rispetto al mese precedente: il PMI composito è infatti sceso da 51,3 a 50,8. 


Il numero sotto i riflettori: 3,3%

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), la domanda globale di elettricità dovrebbe aumentare del 3,3% nel 2025 e del 3,7% nel 2026, in ragione del crescente fabbisogno per alimentare stabilimenti, data center, impianti di climatizzazione e veicoli elettrici. Stando all’AIE, questo dato rappresenta uno dei tassi di crescita più elevati degli ultimi dieci anni, nonostante le persistenti difficoltà economiche. Si prevede che la domanda aggiuntiva sarà soddisfatta da gas naturale, energia nucleare ed energie rinnovabili, con queste ultime che dovrebbero superare il carbone quale principale fonte di elettricità a livello mondiale entro il 2026. 


La parola della settimana

Spesa in conto capitale (capex): con questo termine si fa riferimento al denaro che le imprese spendono per acquistare, mantenere e aggiornare beni quali attrezzature e immobili. Secondo il quotidiano The Guardian, quattro colossi tecnologici statunitensi – Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft – hanno sostenuto una spesa in conto capitale complessiva di 155 miliardi di dollari USA quest’anno, principalmente per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA). Secondo il quotidiano, questa cifra è superiore a quanto il governo statunitense ha speso per istruzione, formazione, occupazione e servizi sociali nello stesso periodo. La crescente domanda di infrastrutture per l’IA, inclusi server e data center, lascia pensare che la spesa in conto capitale delle società tecnologiche aumenterà significativamente nel prossimo anno. Parallelamente, la scorsa settimana il presidente Donald Trump ha annunciato dazi del 100% sui semiconduttori e i chip prodotti al di fuori degli Stati Uniti. 


Prossimamente

Martedì, la Reserve Bank of Australia si riunirà per decidere sui tassi di interesse, mentre gli Stati Uniti pubblicheranno i dati sull’inflazione. Sempre martedì sarà pubblicato anche l’ultimo indice ZEW Economic Sentiment dell’eurozona, che riflette le attese sulle prospettive economiche a sei mesi della regione. L’eurozona e il Regno Unito pubblicheranno giovedì i rispettivi tassi di crescita del PIL per il secondo trimestre, seguiti dal Giappone venerdì.   

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    AXA IM e BNP Paribas Asset Management stanno progressivamente fondendo e semplificando le loro entità legali per creare una struttura unificata. AXA Investment Managers è entrata a far parte del Gruppo BNP Paribas nel luglio 2025. A seguito della fusione di AXA Investment Managers Paris e BNP Paribas Asset Management Europe e delle rispettive holding, avvenuta il 31 dicembre 2025, le società combinate operano ora sotto il marchio BNP Paribas Asset Management Europe.

     

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