Economia USA: siamo in fase di stallo?
Introduzione
La scorsa settimana sembra essere stata un momento cruciale per l'economia e i mercati statunitensi, vista la sorprendente debolezza del rapporto sul mercato del lavoro. Il dato ha riacceso le aspettative di un taglio dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve (Fed) nella riunione di politica monetaria del 17 settembre.
Inoltre, sono aumentati i timori di una recessione. Nel complesso, sono stati quattro gli eventi che hanno influenzato il sentiment del mercato: il deludente rapporto sull'occupazione; i dati sul PIL del secondo trimestre (Q2); l'annuncio di ulteriori dazi doganali che entreranno in vigore il 7 agosto; e il licenziamento del commissario del Bureau of Labor Statistics (BLS), Erika McEntarfer.
I dati sull'occupazione deludono
Il rapporto sull'occupazione è stato il più scioccante, date le forti revisioni al ribasso delle stime sull'occupazione negli ultimi tre mesi. I nuovi dati macro mostrano una crescita dell'occupazione quasi nulla nel 2025. Se accurati, hanno implicazioni sul sentiment e sulla spesa dei consumatori. Anche la copertura mediatica del rapporto sul mercato del lavoro avrà un impatto sul sentiment. Insieme alle crescenti prove di aumenti dei prezzi al consumo generati dai dazi, il rischio di un consumatore più debole è evidente. I titoli del settore dei beni di consumo discrezionali sono stati i più colpiti venerdì 1° agosto, con un calo del 3,5% nella giornata, rendendo questo settore il più debole finora dall'inizio dell'anno.
Per quanto i dati siano importanti per il sentiment, la decisione del presidente Donald Trump di licenziare il capo del BLS getterà dubbi sull'indipendenza dei dati economici futuri. Abbiamo già espresso preoccupazioni riguardo all'ambizione di Trump di politicizzare la Fed. Se anche i dati economici saranno soggetti a problemi di credibilità, gli investitori avranno meno fiducia nelle strategie macroeconomiche. Ciò potrebbe riaccendere il ribasso del dollaro.
I dati sull'occupazione hanno mostrato un forte calo dei posti di lavoro nel governo federale nei tre mesi fino a luglio. Forse il Dipartimento per l'efficienza del governo degli Stati Uniti (DOGE) ha avuto più successo di quanto si credesse. È ironico che Trump fosse infastidito dai dati sull'occupazione, quando una delle sue politiche di punta dopo l'insediamento potrebbe esserne in gran parte responsabile.
Prospettive sulla crescita economica
I dati principali relativi al PIL del secondo trimestre hanno mostrato un tasso di crescita annuale destagionalizzato del 3,0%, in aumento rispetto al -0,5% del primo trimestre. A prima vista, si tratta di un dato positivo. Tuttavia, i dati hanno subito forti oscillazioni nei flussi commerciali, legate ai dazi doganali. La crescita della domanda interna sta rallentando.
Dopo l'annuncio dei dazi il 1° agosto, lo Yale Budget Lab stima che il dazio effettivo sulle importazioni sia pari al 18,3%, il più alto dal 19341. Durante l'attuale stagione di rendicontazione del secondo trimestre sono stati fatti numerosi riferimenti all'impatto sugli utili societari. Gli indicatori di inflazione hanno registrato un aumento da aprile. I dazi doganali rappresentano una tassa per le aziende e i consumatori statunitensi, mentre i posti di lavoro nel settore manifatturiero continuano a diminuire.
Ho l'impressione che le aspettative sulle prospettive a breve termine dell'economia statunitense siano cambiate. I rischi di recessione sono aumentati. Il mercato sta ora scontando una probabilità dell'81% di un taglio dei tassi a settembre e di oltre due tagli prima della fine dell'anno. Tuttavia, dato il contesto inflazionistico, la Fed si trova in una posizione difficile. Per un intervento sono necessarie ulteriori prove della debolezza del mercato del lavoro, ma immagino che questo sia ciò su cui i mercati potrebbero scommettere ora. Le implicazioni sono un aumento della pendenza della curva dei tassi statunitensi. Per quanto riguarda le azioni, tuttavia, è difficile scommettere contro i solidi dati sugli utili del secondo trimestre. Ciò significa che gli spread creditizi rimarranno stretti fino a quando i segnali di recessione non diventeranno più evidenti.
Dati di performance/fonti dei dati: LSEG Workspace DataStream, ICE Data Services, Bloomberg, AXA IM, al 4 agosto 2025, salvo diversa indicazione. Le performance passate non devono essere considerate indicative dei rendimenti futuri.
- State of U.S. Tariffs: August 1, 2025 | The Budget Lab at Yale
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