Investment Institute
La Versione di Iggo

Obbligazioni in ripresa?

  • 22 Ottobre 2021 (10 min di lettura)

Se gli economisti avessero ragione, il 2022 sarebbe il secondo anno di crescita del Pil oltre le medie. A meno che le banche centrali non impazziscano (e il rischio c’è ancora), sarebbe una buona notizia per i mercati. La crescita avvantaggerebbe sia le imprese che le famiglie. Di conseguenza non credo che la fase rialzista dei mercati azionari sia finita. La situazione potrebbe farsi più interessante però anche per i mercati obbligazionari, soprattutto se le cattive notizie su tassi o credito fossero già scontate.    

Boom nominale

Negli Stati Uniti, quest’anno il Pil nominale probabilmente crescerà di oltre il 10%. In base alle previsioni di consensus, il tasso di crescita nel 2022 sarà di oltre il 7%. Sarebbe un dato superiore alla crescita media dell’ultimo periodo. Dal 1991 la crescita media annualizzata del Pil nominale è stata del 4,5%. Pro capite, questo comporta per gli americani un aumento del reddito ben oltre la media. Il Pil pro capite è cresciuto mediamente del 3,5%, ma quest’anno salirà del 9% circa e il prossimo del 6%. Naturalmente, né l’incremento del reddito nazionale né l’aumento della ricchezza generato dal rialzo dei mercati azionari e immobiliari sono distribuiti equamente. Ciononostante, grazie all’aumento dell’occupazione e alla crescita dei salari, gli americani dovrebbero sentirsi un po’ più ricchi con la ripresa dalla pandemia.

Tassi più alti ma ancora convenienti

Anche se la crescita del Pil nominale dovesse rallentare nel 2022 e nel 2023, il ritmo della crescita probabilmente supererebbe il livello dei tassi di interesse. In passato è emerso un collegamento tra il livello degli yield obbligazionari a lungo termine e la crescita del Pil nominale, ma il divario si è ampliato negli ultimi anni per via della repressione finanziaria. Se la Federal Reserve riducesse gli acquisti di obbligazioni e la crescita nominale restasse robusta nel periodo 2022-2023, gli yield obbligazionari dovrebbero salire rispetto ad oggi. Lo scenario resterà comunque favorevole per gli emittenti di obbligazioni, considerato che il rendimento potenziale generato da una crescita nominale più robusta sarà superiore al costo del servizio del debito.

Utili robusti

I ricavi delle imprese sono solidi. Nonostante i problemi sul fronte dell’offerta, la stagione degli utili del 3° trimestre ha prodotto risultati più brillanti del previsto. 117 società dell’S&P 500 hanno pubblicato i risultati e la sorpresa netta sulle vendite è stata del 2%, quella sugli utili del 13%. Tale risultato è attribuibile principalmente a finanziari, tecnologia e sanitario, ma ciò è bastato a trainare l’intero mercato.

Ancora credito

I nostri team del reddito fisso continuano ad apprezzare il credito, in particolare le obbligazioni societarie, dal punto di vista tecnico e dei fondamentali. Il fattore di debolezza sono state le valutazioni, che oggi sono però più interessanti. Se prendiamo in considerazione il mercato investment grade statunitense, gli yield ora sono vicino al 2,3% a livello dell’indice, intorno ai valori massimi dell’anno. Gli Stati Uniti sono più interessanti rispetto al credito europeo, considerato lo yield più alto di 175 punti base che compensa il costo della copertura in euro. Nel momento in cui gli yield sui titoli del Tesoro saliranno, lo yield sul credito USA diventerà più appetibile. In effetti tutto ruota intorno allo yield, dato che gli spread di credito sono pressoché stabili. Ma perché non investire di più nel reddito fisso ora che gli yield sono più alti.

Gestioni attive

Gli yield più elevati e le prospettive più fluide per la politica monetaria rispetto all’ultimo periodo aprono opportunità per le gestioni attive nel reddito fisso. La situazione si fa più animata rispetto alla metà di quest’anno, quando la volatilità sembrava essersi stabilizzata. Non fraintendetemi, gli yield restano bassi, tuttavia il fatto che i mercati del reddito fisso siano in grado di reagire al flusso di notizie sull’inflazione, le iniziative di banche centrali e imprese favoriscono un’esposizione attiva in obbligazioni. Per i più coraggiosi, ci sono parti del debito dei mercati emergenti che offrono yield molto alti. Per esempio, le obbligazioni asiatiche che risentono ancora della crisi nel settore immobiliare cinese. Il segmento high yield in Asia offre oltre il 7,5%. Ciò riflette chiaramente il rischio di contagio, ma è anche foriero di un buon rendimento complessivo in futuro. Lo yield sull’indice JP Morgan Asian Corporate High Yield Bond recentemente ha superato l’8%. Negli ultimi dieci anni ciò è accaduto in quattro casi, seguiti da periodi di rendimenti molto robusti.

Anni consecutivi in perdita sono rari

Quest’anno non è stato un buon periodo per gli investitori obbligazionari. Teniamo presente però che è molto raro assistere a due anni consecutivi di rendimenti negativi. Un buon esempio in questo senso è il mercato dei Gilt britannici. Da inizio anno, il rendimento complessivo è stato del
-7,6%. L’ultima volta in cui è accaduto che il rendimento fosse negativo per l’intero anno fu nel 2013 (l’anno del taper tantrum). Nel 2014 il guadagno fu del 14,7%. Il mercato del credito investment grade globale ha prodotto rendimenti negativi nel 2018 a causa del rallentamento dell’economia mondiale in risposta al rialzo dei tassi negli Stati Uniti, ma nel 2019 il rendimento è tornato ad essere positivo.

Opportunità

Forse è prematuro essere rialzisti nel reddito fisso, ma in alcuni ambiti molte delle cattive notizie sui tassi (Regno Unito) o sul credito (in Asia) sono già state scontate. Il rendimento complessivo del mercato dei Treasury negli Stati Uniti è negativo finora quest’anno, e non lontano dal risultato del 2013 quando il mercato scontò rapidamente il tapering da parte della Federal Reserve. L’inflazione preoccupa maggiormente oggi e le banche centrali globali verosimilmente dovranno adottare un approccio meno accomodante, comunque i mercati supereranno le aspettative. Forse non è ancora accaduto negli Stati Uniti o nell’Eurozona, ma le banche centrali sono consapevoli dei rischi di interventi eccessivi. Ho la sensazione che il 2022 sarà un buon anno per i rendimenti obbligazionari.

COP26

La prossima settimana parteciperò alla conferenza sugli investimenti che si terrà in parallelo alla COP26. Gli investitori dovrebbero seguire l’incontro tra i leader mondiali e temo che resteranno facilmente delusi. Come minimo, devono esserci più Paesi pronti a contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici, con gli obiettivi fissati a livello nazionale, dev’esserci un effettivo impegno per aiutare i Paesi in via di sviluppo, e dev’esserci accordo su alcuni aspetti tecnici per un uso più collaborativo dei meccanismi del mercato del carbonio al fine di ottenere una riduzione effettiva e permanente delle emissioni di CO2. Non sono certo che ci sarà una reazione del mercato alle notizie provenienti da Glasgow, ma c’è il rischio che le aspettative di crescita e d’inflazione risentano degli eventuali accordi che saranno presi. È importante che gli investitori percepiscano che la politica si sta muovendo nella direzione giusta, come noi. E sarà un piacere essere a Glasgow.

    Disclaimer

    Prima dell’investimento in qualsiasi fondo gestito o promosso da AXA Investment Managers o dalle società ad essa affiliate, si prega di consultare il Prospetto e il Documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KIID). Tali documenti, che descrivono anche i diritti degli investitori, possono essere consultati - per i fondi commercializzati in Italia - in qualsiasi momento, gratuitamente, sul sito internet www.axa-im.it e possono essere ottenuti gratuitamente, su richiesta, presso la sede di AXA Investment Managers. Il Prospetto è disponibile in lingua italiana e in lingua inglese. Il KIID è disponibile nella lingua ufficiale locale del paese di distribuzione.

    I contenuti pubblicati nel presente sito internet hanno finalità informativa e non vanno intesi come ricerca in materia di investimenti o analisi su strumenti finanziari ai sensi della Direttiva MiFID II (2014/65/UE), raccomandazione, offerta o sollecitazione all’acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di strumenti finanziari o alla partecipazione a strategie commerciali da parte di AXA Investment Managers o di società ad essa affiliate, né la raccomandazione di una specifica strategia d'investimento o una raccomandazione personalizzata all'acquisto o alla vendita di titoli. L’investimento in qualsiasi fondo gestito o promosso da AXA Investment Managers o dalle società ad essa affiliate è accettato soltanto se proveniente da investitori che siano in possesso dei requisiti richiesti ai sensi del prospetto informativo in vigore e della relativa documentazione di offerta.

    Il presente sito contiene informazioni parziali e le stime, le previsioni e i pareri qui espressi possono essere interpretati soggettivamente. Le informazioni fornite all’interno del presente sito non tengono conto degli obiettivi d’investimento individuali, della situazione finanziaria o di particolari bisogni del singolo utente. Qualsiasi opinione espressa nel presente sito internet non è una dichiarazione di fatto e non costituisce una consulenza di investimento. Le previsioni, le proiezioni o gli obiettivi sono solo indicativi e non sono garantiti in alcun modo. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Il valore degli investimenti e il reddito da essi derivante possono variare, sia in aumento che in diminuzione, e gli investitori potrebbero non recuperare l’importo originariamente investito.

    Ancorché AXA Investment Managers impieghi ogni ragionevole sforzo per far sì che le informazioni contenute nel presente sito internet siano aggiornate ed accurate alla data di pubblicazione, non viene rilasciata alcuna garanzia in ordine all’accuratezza, affidabilità o completezza delle informazioni ivi fornite. AXA Investment Managers declina espressamente ogni responsabilità in ordine ad eventuali perdite derivanti, direttamente od indirettamente, dall’utilizzo, in qualsiasi forma e per qualsiasi finalità, delle informazioni e dei dati presenti sul sito.

    AXA Investment Managers non è responsabile dell’accuratezza dei contenuti di altri siti internet eventualmente collegati a questo sito. L’esistenza di un collegamento ad un altro sito non implica approvazione da parte di AXA Investment Managers delle informazioni ivi fornite. Il contenuto del presente sito, ivi inclusi i dati, le informazioni, i grafici, i documenti, le immagini, i loghi e il nome del dominio, è di proprietà esclusiva di AXA Investment Managers e, salvo diversa specificazione, è coperto da copyright e protetto da ogni altra regolamentazione inerente alla proprietà intellettuale. In nessun caso è consentita la copia, riproduzione o diffusione delle informazioni contenute nel presente sito.  

    AXA Investment Managers può decidere di porre fine alle disposizioni adottate per la commercializzazione dei suoi organismi di investimento collettivo in conformità a quanto previsto dall'articolo 93 bis della direttiva 2009/65/CE.

    AXA Investment Managers si riserva il diritto di aggiornare o rivedere il contenuto del presente sito internet senza preavviso.

    A cura di AXA IM Paris – Sede Secondaria Italiana, Corso di Porta Romana, 68 – 20122- Milano, sito internet www.axa-im.it.

    © 2022 AXA Investment Managers. Tutti i diritti riservati.