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L’uomo arrivato dal futuro: Jeremy Rifkin su investimento responsabile, sharing economy e cambio climatico

  • 05 Maggio 2022 (5 min di lettura)

Economista brillante e visionario, Rifkin ha anticipato di anni i temi caldi del dibattito di oggi: energie rinnovabili, nuovi modelli economici, futuro del lavoro e molto altro. Interverrà alla conferenza di AXA IM l’11 maggio al Salone del Risparmio.

Un pioniere a tutto campo e in tutti i campi: dall’investimento responsabile alla lotta al climate change, dalla battaglia per ridurre i consumi di carne all’attenzione alla robotizzazione del lavoro, dalla rivoluzione energetica alla sharing economy. Non c’è settore in cui Jeremy Rifkin, nato a Denver 77 anni fa, non sia arrivato anni e anni (ma talvolta decenni) prima degli altri.

Consulente di lungo corso della cancelliera tedesca Angela Merkel, di quattro Commissioni europee (Prodi, Barroso, Juncker e von der Leyen), della Repubblica Popolare Cinese e a intermittenza degli Stati Uniti, Rifkin è uno degli osservatori più brillanti, intelligenti e controversi del nostro tempo. Un infaticabile attivista, con il sorriso sulle labbra incorniciato dagli eterni baffetti, in grado di fornire una chiave di lettura al nostro presente per provare a costruire un futuro sostenibile.

Ambientalista della prima ora, negli anni Settanta si batte contro i colossi petroliferi e per gli investimenti responsabili (quando la sigla “Esg” ancora non esisteva), negli anni Ottanta sensibilizza tutti sul climate change, nei Novanta scende in campo per limitare l’abnorme consumo di carne da parte dell’americano medio e soprattutto per costringere le autorità a indicare nell’etichettatura l’eventuale provenienza Ogm. Nel 1993, in particolare, lancia la campagna mondiale Beyond Beef assieme tra gli altri a Greenpeace e a Rainforest Action Network per ridurre del 50% il consumo di bistecche, intuendo già trent’anni fa che le emissioni di metano di milioni di bovini contribuiscono al riscaldamento globale 23 volte più della CO2.

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I temi

Alcuni dei suoi 22 libri rappresentano ancor oggi pietre miliari del dibattito economico, sociale e politico. Qualche esempio? Nel 1995, con il saggio “La Fine del Lavoro”, affronta il tema (oggi di scottante attualità) dello sviluppo tecnologico, dell’avvento di robot e software, dell’automazione di mansioni umane ripetitive. Nel 1998 con “Il Secolo Biotech” si occupa del neonato commercio genetico. Nel 2000 con “L’era dell’accesso” è il primo a intuire che la tecnologia ci avrebbe traghettato dalla società del possesso a quella dell’utilizzo, la sharing economy. Due anni dopo arriva un altro bestseller, “Economia all’Idrogeno”, che gli apre le porte della Commissione europea come consulente dell’allora presidente Romano Prodi: l’obiettivo è lavorare sulla trasformazione del mix energetico puntando sull’idrogeno verde, quello ottenuto da fonti rinnovabili.

Nel 2011 ecco “La Terza Rivoluzione Industriale: come il “potere laterale” sta trasformando l’energia, l’economia e il mondo”, saggio tradotto in 19 lingue, forse il più famoso: un bestseller avvincente e visionario in cui grazie al “pensiero laterale” Rifkin cerca di immaginare un mondo che vince le sfide della sicurezza energetica, del climate change e della recessione economica. Il tutto grazie a una nuova rivoluzione industriale distribuita e collaborativa.

 

La Terza Rivoluzione Industriale

Quello sulla Terza Rivoluzione Industriale si rivela un libro di successo a ogni latitudine ma in particolare in Cina, dove viene apprezzato soprattutto dal premier Li Keqiang, che trasforma il Rifkin-pensiero nel cuore del tredicesimo Piano economico quinquennale. Nel settembre 2019, poco prima della pandemia, arriva l’ultimo sforzo editoriale, “Un Green New Deal Globale: il crollo della civiltà dei combustibili fossili entro il 2028 e l’audace piano economico per salvare la Terra”.

Rifkin è anche presidente del Tir Consulting Group (“Tir” da “Third Industrial Revolution”), network trasversale che comprende società di energie rinnovabili, imprese informatiche, elettroniche, aziende di costruzioni, logistica o trasporti, studi di architettura o design. Oggi il Tir Consulting Group lavora con comunità locali (come la Regione Hauts-de-France, quella metropolitana di Rotterdam e l’Aia in Olanda, ma anche il Granducato del Lussemburgo) per mettere su strada una terza rivoluzione industriale basata principalmente sull’Internet delle Cose. Prendiamo l’esempio della Regione dell’Hauts-de-France, con la sua tradizionale economia carbonifera, metallurgica e automobilistica: il Tir Consulting Group ha aiutato a recuperare le vecchie città minerarie, convertendole a eolico e solare, nel nome del digitale e dell’imprenditoria giovanile.

Dopo la prima rivoluzione industriale, a trazione britannica fatta di carbone e vapore, e la seconda, a guida americana trainata da petrolio e telefonia, la terza immaginata da Rifkin poggia sulle enormi potenzialità del “triplice internet”: quello della comunicazione che conosciamo tutti, ma anche quelli dell’energia e della mobilità, legati alle tecnologie e alle piattaforme di Internet delle Cose. La connessione contemporanea e continua tra tutti a livello globale, secondo lo studioso statunitense, ha infatti le potenzialità per trasformare il modello economico oggi prevalente. Il che non significa la fine del capitalismo, bensì la sua evoluzione in un modello ibrido nel quale avrà sempre più spazio l’interazione con la sharing economy.

Ma le profonde trasformazioni immaginate da Rifkin, e abbracciate in particolare dalla Commissione Ue, in queste settimane si scontrano con la realtà della guerra, della crisi energetica, dell’inflazione. A che punto si ritrova oggi la “Terza Rivoluzione Industriale” in un contesto così complesso? Quali sono i rischi della transizione energetica e tecnologica? Quanto potrebbero pesare target troppo ambiziosi in termini di inflazione o di rallentamento dell’economia? Domande scottanti, alle quali Jeremy Rifkin risponderà durante l’evento organizzato da AXA IM l’11 maggio alle 11:15 al Salone del Risparmio di Milano.

Salone del Risparmio

Terza rivoluzione industriale: a che punto siamo?

Insieme all’economista americano, Jeremy Rifkin, Alessandro Tentori, Pietro Martorella e Lorenzo Randazzo discuteranno sulla crisi geopolitica, energetica e le soluzioni che possiamo trovare per affrontarle. Appuntamento mercoledì 11 maggio alle ore 11.15 al Salone del Risparmio presso la Sala Red 1.

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